Il declino dell’antico Acquedotto del Fogliano: tra storia e disservizi

Il declino dell’antico Acquedotto del Fogliano
Le origini e il valore sociale:
Realizzato nel 1908 grazie ai fondi stanziati tramite Regio Decreto dal governo centrale, l’Acquedotto del Fogliano rappresenta un’opera storica di fondamentale importanza per la comunità. La progettazione e la direzione dei lavori furono affidate all’Ingegner Luini, mentre la costruzione fu portata a termine da una cooperativa di imprese locali, garantendo così impiego alle maestranze di Ronciglione.
L’infrastruttura originale, che attraversava in galleria il sottosuolo di Poggio Cavaliere, fu successivamente deviata mediante una tubatura in ghisa lunga circa 7,5 km verso la Strada Provinciale Valle di Vico. Il sistema fu ulteriormente integrato con le acque provenienti dalle sorgenti di Cavette e Santa Maria, acquisite dal Conte Pace. L’obiettivo primario dell’opera era ambizioso quanto nobile: rifornire le fontane pubbliche e le attività commerciali di Ronciglione con acqua sorgiva fresca e di alta qualità, garantendo un servizio gratuito grazie al sistema di distribuzione a caduta, che non necessitava di pompaggio elettrico.
La tutela e l’inizio della crisi:
Consapevole del valore strategico dell’opera, il Consiglio comunale dell’epoca approvò l’istituzione di una fascia di rispetto di un metro lungo l’intero percorso e nominò un fontaniere dedicato alla vigilanza e alla manutenzione.
Il sistema mantenne la sua piena efficienza fino alla metà degli anni ’60, periodo in cui iniziò un lento ma inesorabile declino. Tale degrado fu causato da sistematici furti d’acqua, perpetrati sia presso il “bottino” in galleria a monte che lungo l’intero tracciato a valle. In aperta violazione delle norme sulla fascia di rispetto, si giunse persino all’autorizzazione da parte del Comune stesso all’edificazione di alcune ville in località Punta del Lago proprio sopra le condutture.
Sabotaggi e gestioni opache:
Un episodio emblematico risale a circa venti anni fa quando, durante un sopralluogo tecnico presso il bottino di Monte Fogliano, fu rinvenuto un sabotaggio: l’inserimento deliberato di ovatta e di sassi nelle tubature. Tale azione mirava a interrompere il flusso verso il centro urbano di Ronciglione per deviare l’acqua sorgiva, a titolo gratuito, verso aziende agricole e abitazioni private situate a monte.
Ad oggi l’acquedotto, seppur parzialmente riparato e definito “acciaccato”, rimane in funzione solo in alcuni tratti. La sua operatività è stata drasticamente ridotta dalle successive Amministrazioni che hanno progressivamente limitato il percorso della condotta. Il sospetto è che tali interventi siano stati finalizzati a garantire l’approvvigionamento idrico preferenziale a utenze private influenti, tra cui ristoranti, piscine e centri sportivi.
L’incertezza amministrativa attuale:
Mentre le fontane del paese, un tempo alimentate dal Fogliano, attingono oggi esclusivamente dall’impianto potabile sito in loc. Chianello (che utilizza un pozzo), regna l’incertezza sulla gestione della storica infrastruttura. Non è infatti chiaro se quanto residua dell’acquedotto del Fogliano, come, quello di Poggio Cavaliere, sia passato sotto l’egida di TALETE o se sia rimasto in carico al Comune.
Sfruttando questa nebulosità amministrativa e burocratica, persistono allacci abusivi e continui prelievi gratuiti non autorizzati, in un clima di generale inerzia.
Si tratta di una questione estremamente complessa e scomoda per l’attuale Amministrazione, che pare esitare nell’intervenire per timore di ripercussioni elettorali in vista delle consultazioni comunali del 2027.
Per Ronciglione – Ripartiamo da zero
COMMENTA SU FACEBOOK

CONDIVIDI