I Dirigenti Scolastici sul modello orario con sabato chiuso: “Le famiglie lo prediligono”

Riceviamo e pubblichiamo

In relazione agli articoli recentemente comparsi sulla Stampa locale, i dirigenti
scolastici delle scuole secondarie di secondo grado che si accingono al passaggio alla
articolazione oraria su 5 giorni, già deliberata dagli organi collegiali di tutte le scuole
interessate, desiderano esprimere alcune osservazioni.
Questa transizione alla settimana corta, maturata negli ultimi anni a seguito di una
riflessione sul funzionamento delle scuole, che è in corso a livello provinciale e
nazionale, ha preso le mosse nel corrente anno scolastico da un tavolo di confronto
promosso dalla Provincia di Viterbo, nato per fare fronte ai pesanti disagi relativi ai
trasporti subiti dagli studenti in apertura dell’anno scolastico (convocazione-richiesta
della Provincia protocollo numero 22 765 del 26 settembre 2019).
Alla riunione hanno preso parte, grazie al coordinamento del Presidente della
Provincia Pietro Nocchi, i vertici dell’azienda Cotral venuti allo scopo da Roma e tutti i
dirigenti delle scuole secondarie di secondo grado della Provincia o loro delegati.
In quella sede, a seguito della disamina di tutti i disagi e i disservizi rappresentati dalla
popolazione scolastica della Provincia, emergeva il fatto che molti di tali disagi fossero
causati da una estrema eterogeneità di orari e modelli organizzativi sul territorio
provinciale. Tale eterogeneità, unita alla mancata comunicazione tempestiva dei
bisogni di mobilità, venivano anche identificati dall’azienda dei trasporti come
elementi di complessità della gestione efficiente dei trasporti stessi. I dirigenti
scolastici presenti e i loro delegati al tavolo, in quella occasione si presero l’impegno di
avviare un confronto sugli orari attualmente in uso nelle loro scuole e sulla eventuale
possibilità di passare alla settimana corta uniformandosi il più possibile alle prevalenti
situazioni esistenti (attualmente hanno un funzionamento su 5 giorni l’I.I.S. Dalla
Chiesa di Montefiascone, l’Istituto omnicomprensivo di Bagnoregio, l’Istituto
omnicomprensivo di Orte, l’I.I.S. G Colasanti e l’I.I.S. Midossi di Civita Castellana,
l’I.I.S. Meucci di Ronciglione e Bassano Romano, il Liceo scientifico Cardarelli di
Tuscania, l’ITIS Leonardo da Vinci di Viterbo, l’I.I.S. Orioli di Viterbo ad eccezione del
liceo artistico, la quasi totalità degli istituti comprensivi della Provincia e l’ITE Paolo
Savi che aveva già deliberato nell’agosto scorso per il 2020/2021).
Dalla conferenza di servizio emergeva chiaramente che per ottenere un significativo
miglioramento dei trasporti, le scuole avrebbero dovuto, attraverso un coordinamento
dei dirigenti scolastici, valutare la possibilità di uniformare i modelli orari e visto che
in provincia risultavano essere prevalenti le scuole su 5 giorni, quelle che avevano
ancora un orario di funzionamento su 6 giorni (liceo Buratti, liceo Ruffini, liceo Santa
Rosa, IISS Cardarelli di Tarquinia, liceo artistico Midossi e liceo artistico Orioli – questi
ultimi comunque appartenenti a istituti organizzati su settimana corta) avrebbero
posto all’attenzione degli organi collegiali competenti, del personale scolastico ed in
particolare del Consiglio d’Istituto, la possibilità di introduzione del modello orario
con sabato chiuso.
Questo passaggio è stato effettuato in tutti gli istituti della provincia sopracitati, che
hanno formalmente deliberato l’articolazione oraria in 5 giorni a partire dall’anno
scolastico 2020/2021 (anche se i genitori del Ruffini hanno chiesto un sondaggio
consultivo che non era stato effettuato prima della delibera e il dirigente, ottenuti i
risultati del sondaggio, riporterà i dati all’attenzione del Consiglio d’Istituto).
Esposto quanto sopra, non si comprende la ragione per cui l’amministrazione
Provinciale, attraverso la voce di illustri esponenti del Consiglio, ritenga di dover
esprimere una subordinazione della legittima autonomia decisionale degli istituti alle
esigenze di altri soggetti istituzionali e di poter determinare l’efficacia delle decisioni
assunte dalle scuole. Gli istituti scolastici infatti in questo momento sono
perfettamente in grado di ottemperare alla richiesta posta dall’azienda dei trasporti di
fornire con largo anticipo e dettagliatamente i numeri degli studenti pendolari e le
loro esigenze di mobilità, al fine di organizzare al meglio il servizio per il prossimo
settembre. A tale proposito il dirigente Massimo Bonelli, su delega dei colleghi ha già
incontrato a Roma il 17 02 2020 la dottoressa Marocco e l’ingegner Di Cosmo del
Cotral per iniziare l’azione di coordinamento e pianificazione degli orari dei mezzi di
trasporto per l’anno scolastico 2020/2021.
Ultima considerazione, non in ordine di importanza, è in relazione al fatto che le
iscrizioni recentemente chiuse hanno mostrato che le famiglie tendono a prediligere
l’organizzazione su 5 giorni e che una mancata attuazione da parte delle scuole di
Viterbo potrebbe rappresentare una perdita per gli istituti del Capoluogo e
conseguentemente più in generale per la città.
In conclusione preme sottolineare che, al di là delle singole posizioni sui modelli orari,
(tutte legittime) che possono risultare comunque parziali perché derivanti da punti di
vista e di osservazione diversi, quello che i dirigenti scolastici desiderano promuovere
è un dibattito sulla scuola e sulla sua efficacia che sia capace di andare oltre la
divisione manichea tra settimana lunga o corta e che si adoperi invece per promuovere
una scuola attenta ai bisogni educativi degli studenti e ai contesti sociali che mutano
ed esprimono richieste diverse.

Paola Adami, Laura Pace Bonelli, Massimo Giuseppe Bonelli, Alessandro Ernestini,
Simonetta Pachella, Laura Piroli, Clara Vittori, Paola Bugiotti.

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