Green jobs, i mestieri del futuro in chiave ecosostenibile

Già nell’articolo del 5 maggio abbiamo parlato di un’economia post-coronavirus equa e sostenibile.

In questo secondo appuntamento  sono riportati alcuni esempi di green jobs, ovvero le carriere legate alla sostenibilità ambientale, che sono destinati ad avere sempre più rilevanza nella costruzione di un nuovo sistema socio-economico nel periodo post-pandemico.

Green jobs, quale fa per voi?

Il rapporto “Green Jobs: Towards decent work in a sustainable, low-carbon world” realizzato dall’UNEP (United Nations Environment Programme) nel 2009 definisce i green jobs come quelle occupazioni nei settori dell’agricoltura, del manifatturiero, nell’ambito della ricerca e dello sviluppo, dell’amministrazione e dei servizi che contribuiscono in maniera rilevante a preservare o restaurare la qualità ambientale. Sono incluse tutte le professioni che aiutano a mantenere la biodiversità e gli equilibri ecosistemici, a ridurre il consumo di materiali e di energia, a decarbonizzare le attività economiche e a diminuire o eliminare l’inquinamento e la produzione di rifiuti. È una definizione di ampio respiro che prende in considerazione diverse specializzazioni nei più svariati settori economici, dall’agricoltura ai servizi informatici, dall’industria alla ricerca scientifica, dal commercio all’arte e alla cultura.

Le possibilità lavorative che si presentano sono molteplici e in continua evoluzione; da ogni attività riconvertita in chiave green è possibile generare nuove idee e nuove occupazioni innescando così un circolo virtuoso di sostenibilità. I settori che più necessitano di personale specializzato in tal senso sono l’edilizia e l’industria che richiedono sempre più spesso l’intervento di ingegneri e chimici ambientali. Anche l’energy manager è diventato una figura irrinunciabile all’interno delle aziende dato che si occupa dell’uso razionale dell’energia. Stessa importanza assume l’informatico ambientale che progetta software per il monitoraggio dei consumi e dei sistemi di riscaldamento e raffreddamento in ambito domestico.

I consumatori italiani, se da una parte richiedono l’applicazione di tecnologie sempre più green, dall’altra avvertono il bisogno di ritornare alla natura, alla semplicità, a uno stile di vita più genuino e autentico. E quale modo migliore di farlo se non attraverso l’alimentazione? Come diceva il filosofo tedesco Ludwig Feuerbach “siamo ciò che mangiamo” e ad oggi molti italiani sono interessati a conoscere sempre meglio il cibo di cui si nutrono. Nel 2019 le imprese agro-alimentari biologiche in Italia hanno superato le 80.000 unità e hanno generato una filiera di produzione e distribuzione che necessita continuamente di nuovi biocontadini con competenze specifiche di agroecologia. Sta prendendo sempre più piede anche la figura del culinary gardener, ovvero il produttore-consulente che collabora con chef e ristoratori per rifornirli delle migliori materie prime alimentari. È un esperto che sa come valorizzare le varietà ortofrutticole tipiche del territorio per creare menù originali e allo stesso tempo vicini alla tradizione culinaria italiana; spesso pratica il foraging, cioè la raccolta e la preparazione in cucina di erbe spontanee, garantendo al cliente ingredienti 100% naturali e a km0.

Sono molti altri i green jobs che saranno sempre più richiesti nei prossimi anni: il mobility manager per la gestione di sistemi di trasporto a basso impatto ambientale, il bioarchitetto per la progettazione di design sostenibile, l’operatore di ecoturismo, l’esperto di moda vegan ecc.. Non c’è settore produttivo che non possa reinventarsi in chiave green e quindi le possibilità occupazionali sono pressoché illimitate. Quel che è certo è che siamo di fronte a una grandiosa opportunità che consentirà di assumere circa 480.000 nuovi professionisti “verdi” in Italia e di creare ben 24 milioni di posti di lavoro in tutto il mondo entro il 2030*. D’altronde la parola crisi deriva dal greco krisis, che significa “scelta”, proprio ad indicare come ogni problema, se analizzato attentamente, riveli da sé la soluzione per risolverlo.

 

*Rapporto World Employment and Social Outlook 2018 – ILO (International Labour Organization)

 

Leggi articolo del 5 maggio 2021

COMMENTA SU FACEBOOK

CONDIVIDI