Ancona è la Capitale italiana della Cultura 2028. Tarquinia con La cultura è volo non ce l’ha fatta

La proclamazione è avvenuta oggi 18 marzo  a Roma, all’interno della Sala Spadolini del Ministero della Cultura. A svelare il verdetto è stato il Ministro Alessandro Giuli, coronando un percorso di selezione che ha visto la città marchigiana mettere d’accordo tutti: la vittoria, infatti, è arrivata con il voto unanime della giuria presieduta dal direttore dell’agenzia AdnKronos, Davide Maria Desario. Un dossier definito “eccellente” e intitolato “Ancona. Questo adesso”. Grazie alla vittoria, la città riceverà dal governo un contributo di un milione di euro. Fondi che serviranno a tradurre in realtà un programma imponente, strutturato su quattro macro aree tematiche strettamente legate alla morfologia del territorio: ‘Questo Mare’, ‘Via Maestra’, ‘Adesso Parco’ e ‘Mare Culturale’. Non si tratterà di un semplice calendario di eventi, ma di un piano di rigenerazione urbana e sociale composto da oltre ottanta progetti originali e site-specific. Ancona raccoglierà il testimone da L’Aquila, attualmente al centro delle iniziative come Capitale 2026, e da Pordenone, che avrà il titolo nel 2027. Il Ministro Giuli ha tenuto a ringraziare le altre nove città arrivate in finale, definendo i loro progetti ideali co-vincitori per lo sforzo e la visione dimostrata. Le realtà che si sono contese il titolo fino all’ultimo voto, presenti alla cerimonia con i rispettivi sindaci: Anagni (Frosinone), CataniaColle di Val d’Elsa (Siena), Forlì, Gravina in Puglia (Bari), Massa, Mirabella Eclano (Avellino), Sarzana (La Spezia) e Tarquinia  che con  i comuni della DMO Etruskey ha concepito le potenzialità del suo progetto La cultura è volo”, un’iniziativa diffusa che ha coinvolto i 12 comuni della rete DMO Etruskey, sviluppata su aree chiave come sviluppo sostenibile, inclusione sociale, rigenerazione urbana ed educazione al patrimonio culturale. Un progetto valido che si declinerà nel prossimo futuro con visione e concretezza. Perché come celebrava il poeta Vincenzo Cardarelli” “Io sono come loro in perpetuo volo”.

 

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