Gli Strufoli a Viterbo, quella soffice pallina dal sapore unico che indica il Carnevale

In giro per Viterbo dall’entrata del carnevale il 9 fino al 25 febbraio potrete approfittate per assaggiare le Castagnole in tutte le loro varianti, farcite con crema, con ricotta, con Nutella, con cioccolato, comune, al forno, fritte. Le potrete trovare nelle pasticcerie e nei forni della città. In bella mostra. Perché nessuno sa rinunciarci.
Castagnole, così chiamate ovunque nel centro Italia, mentre a Viterbo sono gli Strufoli, quelle soffici palline di pasta dal sapore unico che unita alle soffici Frappe e ai Ravioli con la ricotta, rappresentano i dolci di Carnevale dell’irrinunciabile tradizione viterbese.
Soprattutto le castagnole Viterbesi sono considerate il prodotto di tradizione. Un cultore della cucina Viterbese per scelta, il grande Italo Arieti, di professione pediatra, ha trascorso buona parte della sua vita al recupero delle tipicità nostrane, raccolte nel suo libro Tuscia a Tavola edito da Primaprint nell’anno 2015. Abbiamo recuperato la ricetta delle Castagnole, piuttosto semplice, ci vuole solo un tempo dedicato e a cottura ultimata allora il prodotto da gustare sarà davvero tipico!

CASTAGNOLE VITERBESI
Ingredienti
4 cucchiai di zucchero, 4 uova, 4 cucchiai di olio di oliva, 4 cucchiai di latte, buccia di un limone, zucchero a velo, farina quanto basta, mezza cartina di lievito, olio per friggere, liquori per bagnare le castagnole (rhum, alchermes).
Preparazione
In una terrina lavorare le uova con lo zucchero, poi aggiungere lentamente l’olio di oliva, la cartina di lievito, la buccia grattugiata di un limone, i cucchiai di latte e la farina quanto basta a ottenere una pastella abbastanza consistente, al punto che non deve sgocciolare quando viene raccolta col cucchiaio. Riscaldare a fuoco vivace l’olio per friggere contenuto nella padella, quando questo è caldo a sufficienza abbassare la fiamma e con un cucchiaino grande versare rapidamente 4-5 cucchiaiate di pastella, non troppo vicine una all’altra, roteando continuamente la padella in modo da far assumere alla pastella immersa nell’olio la caratteristica forma sferica, quasi perfetta. Per permettere alla pasta di gonfiarsi e risultare più soffice e meno untuosa, le manovre di rotazione vanno fatte sollevando di pochissimo la padella dal contatto con la fiamma, onde evitare una cottura troppo rapida che potrebbe bruciare la superficie delle castagnole; così facendo, con un poco di pazienza e dopo qualche prova non riuscita, prolungando la cottura per 5 o 6 minuti si otterranno castagnole rotonde non impregnate di olio e soffici all’interno. Dopo cotte si lasciano asciugare per bene su carta assorbente da cucina prima di completarle con una spruzzata di liquori a piacere e una spolverata abbondante di zucchero normale e non a velo.

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