Giorgio Montanini al Tuscia Film Fest svela la vita del comico e che siamo tutti predatori

di Nicole Chiassarini

Mercoledì 21 luglio, a Piazza San Lorenzo illuminata da un cielo stellato , il Tuscia Film Fest ha portato sul suo grande schermo I Predatori, opera prima di Pietro Castellitto. Ospite della serata Giorgio Montanini, stand up comedian e attore nella pellicola che lo ha visto recitare insieme a Massimo Popolizio e lo stesso regista. Mediatore della serata Giacomo Nencioni, docente dell’Università degli Studi della Tuscia.

Due famiglie di estrazione sociale e culturale diverse, i Pavone e i Vismara, si incontrano nella giungla metropolitana romana. Un incidente stradale li porterà ad incontrarsi, portando a galla pazzia e segreti. Sembrano due poli opposti, ma in realtà nessuno è ciò che sembra essere, ognuno nasconde un segreto e tutti sono predatori. Come sua opera prima, Pietro Castellitto, giovane regista dal potenziale enorme, ci propone una pellicola originale, surreale e irriverente. I predatori è un esilarante commedia sugli stereotipi sociali e politici.

Castellitto si cimenta in una storia molto complessa, che si dirama in innumerevoli linee narrative che si intrinsecano in modo rocambolesco e improbabile. Un elemento che sicuramente darà quell’indesiderato effetto della “troppa carne al fuoco”, ma che riesce trova rimedio nel brillante script e nei dialoghi al suo interno. Uno dei film prodotti in Italia più interessanti degli ultimi anni.

La visione della pellicola lascia spazio, poi, ad una divertente ed interessante intervista ad uno degli attori principali di questo film complesso e ben riuscito. Giorgio Montanini è tra i più importanti e talentuosi comici italiani, padre della stand up comedy qui in Italia dal 2014. Nel film lo vediamo anche come attore di grande livello, capace di impersonare una parte da protagonista e reggere il confronto con Popolizio.

Una prima prova d’attore importante, una parte, quella interpretata da Montanini, nata esclusivamente per lui dalla grande mente artistica di Pietro Castellitto. “Il ruolo è stato scritto per me, che mi ha proposto senza nessun altro attore in lizza – ci ha raccontato Giorgio. Pietro è stato veramente bravo a tirare fuori quello che non sapevo neanche di avere. È stata una sorpresa anche per me”.

Il personaggio di Giorgio Montanini, ovvero Claudio Vismara, si presta a dei cliché. Si tratta dello stereotipo di un tipo di società che esiste, definibile folkloristica, con ideali ai quali si aggrappa come ad una fede. Il loro posto nella società esiste in corrispondenza di quel ruolo che vogliono ricoprire. “Il mio personaggio, in qualche modo, è un continuo perdente. Ma ha la voglia di essere un vincente, per questo si crea un mondo in cui si vede vincente. Però quando si confronta con la realtà torna ad essere il perdente che è sempre stato. Il dramma dell’essere umano”.

La cosa interessante che traspare dal personaggio di Claudio Vismara è, appunto, la capacità dell’attore di renderlo molto umano, anche grazie allo script perfetto vincitore del Premio Orizzonti per la Migliore Sceneggiatura. “Io non vengo da scuole di recitazione, faccio il comico. E la particolarità di questo è l’essere abituato all’umiliazione. Questo personaggio era abituato ad essere umiliato, quindi ho tirato fuori un’emozione che conosco”.

L’intervista continua con retroscena, curiosità dall’ingranaggio complesso che è il set e sull’abilità di Castellitto nel gestirlo con grande maestria e talento, per poi passare al racconto di quello che oggi è il ruolo del comico. In particolare il percorso che Giorgio ha affrontato e che lo ha portato ad essere il primo a portare in Italia la cultura della stand up comedy americana. Allo stesso modo, dell’importanza del ruolo di artista in una società fatta di influencer e vip. “L’artista, secondo me, deve stare in mezzo alla gente, altrimenti di cosa si nutre? Non puoi essere influenzato dalla vita capitalista, devi vivere in mezzo alla gente. Perché loro non sono peggio di te, anzi forse sei tu ad essere peggio di loro. Quando l’artista si eleva, ha finito di essere tale”.

Si è conclusa tra fragorose risate e scroscianti applausi una serata di grande successo, che ha visto presentare un film che racconta, a modo suo e brillantemente, la società italiana tra cliché e ironia.

Stasera al Tuscia Film Fest 2021 sempre alle ore 21.15., altra seratona con

ospiti attesi Federico Zampaglione e Giglia Marra per Morrison

 

Potrebbe essere un'immagine raffigurante monumento e cielo

 

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