“Un’esperienza magica che cambiò per sempre in me il modo di vedere la notte: dove gli altri vedono l’assenza di luce io vedo la presenza dell’infinito e la mano di Dio…”. Non è un passaggio di un trattato di filosofia, ma il pensiero di Gianpaolo Zarletti, comune mortale, analista e uno degli amministratori del Centro Polispecialistico Sanitario Giovanni Paolo I° di Viterbo, nel ricordare il suo primissimo approccio con l’universo. Attentissimo, nel lavoro, ai responsi di provette e vetrini, ma pure con gli occhi al cielo, incollati a un telescopio, nei momenti di relax. Quasi sempre in notturna. Una passione per l’astronomia, nata quasi quaranta anni or sono e che si è arricchita fino a ideare, nel 2021, un osservatorio che l’anno successivo è diventato operativo, battezzato con il nome di Jupiter P.A. Una postazione fissa di tre metri per tre metri in muratura, con un tetto scorrevole controllato da servo-motori comandati anche da remoto. Un centro, a metà strada tra il capoluogo e Montefiascone, punto di riferimento di altri tre astrofili, un club di amici: Angelo Cempanari, vice direttore ed esperto in riprese planetarie; Andrea Burla, fotografo paesaggista specializzato in foto della volta celeste e deep sky a largo campo; Giacomo Giusti, responsabile dei sistemi IT dell’osservatorio. Un gruppo, una storia, che merita un po’ di storia, a dispetto della cacofonia.
“Tutto nasce – spiega Zarletti – nel lontano 1989, avevo dieci anni. Da un piccolo telescopio di un mio amichetto osservai Giove per la prima volta e poi la luna dal balcone di casa. Fu amore a prima vista, è proprio il caso di dire. Così, in occasione della prima Comunione i miei genitori, Fabiola e Angelo, furono praticamente obbligati a regalarmene uno, un konus Cignus dotato di un semplice treppiede. Nel tempo ho potuto aggiornare la strumentazione fino ad arrivare a quella attuale che mi consente di ammirare il cosmo in remoto, cioè stando addirittura comodamente sul divano di casa. E’ sufficiente aprire il tetto dell’osservatorio”.
Una passione, la sua, che ha fatto e fa proseliti?
“Certamente c’è tanta gente, soprattutto giovani che sono interessati a osservare e amare l’universo. Noi del gruppo cerchiamo di assecondarli attraverso conferenze ed eventi. Abbiamo perfino organizzato serate in varie piazze di paese dedicate esclusivamente all’astronomia. Sono convinto che la ricerca all’interno dell’universo sia utile, molto utile, ai giovani. Non ho la pretesa di insegnare nulla a nessuno, sono semplicemente un appassionato astrofilo con gli occhi di un bambino che ancora si entusiasma alla vista delle meraviglie del cosmo. Intanto mi impegno a trasmettere la passione a mio figlio Iacopo e a mio nipote Gianmarco. E a tutti coloro che fossero interessati. Il nostro indirizzo è: https://osservatoriojupiter.it”.
La scoperta più recente?
“No, nessuna scoperta. Ma appena qualche giorno fa abbiamo fotografato la cometa C/2025 A6 (Lemmon) con una struttura di coda spettacolare e molto dinamica, che mostra un ventaglio di polveri e finissimi getti emessi direttamente dal nucleo cometario”.
L’emozione più forte, osservando il cielo?
“A parte la prima, l’eclissi solare del ’98 a Graz, in Austria. Fu un momento bellissimo. Sono certo che ce ne saranno altri”.
Il prossimo, in ordine di tempo?
“Il primo agosto del 2027 a Malaga, in Spagna, per un’eclissi solare totale. Siete tutti invitati”.



























