Gaia Salvatori è stata eletta presidente di Slow food Italia

Il Lazio alla guida di Slow food Italia, Gaia Salvatori è stata eletta oggi nel nuovo esecutivo nazionale dell’associazione della Chiocciola.

Gaia Salvatori è la più giovane dei componenti del nuovo comitato esecutivo di Slow food Italia, eletto oggi durante il nono congresso nazionale che ha riunito 650 delegati a Montecatini Terme da venerdì 6 luglio a oggi.

Classe 1989, cresce nelle campagne laziali dove le tradizioni contadine influenzano le sue nascenti passioni. Laurea in comunicazione nel 2012 e specialistica in marketing. La curiosità verso il mondo la porta prima in Argentina, per la tesi di laurea sulle tipicità agroalimentari, poi in Cile dove lavora con Slow food allo sviluppo dei Mercati della Terra, infine in Perú dove segue un progetto di conservazione produttiva della foresta amazzonica. Da tre anni è membro del comitato romano, partecipa alla nascita della rete giovane di Slow Food Roma. “Per gli studi scelti, le esperienze internazionali vissute e le passioni consolidate, il mio impegno vuole mirare alla conquista del pubblico più giovane, per diffondere i valori e gli intenti dell’associazione e promuovere l’interesse su temi di sempre più fondamentale importanza, come i cambiamenti climatici, l’inclusione e l’integrazione sociale attraverso il cibo”, dichiara Salvatori.

“Stiamo vivendo una fase storica della nostra associazione che segnerà la strada per un futuro straordinario, in Italia come nel mondo. La dichiarazione di Chengdu, Cina ottobre 2017, con le mozioni approvate a sostegno della nostra nuova via, rappresentano una linfa vitale che ha rinnovato molti entusiasmi nei territori in cui Slow food è presente e dove la sua attività è stata al centro di iniziative importanti. Da quel momento, in tutte le nostre condotte, in tutti i consessi regionali, all’interno del nostro consiglio nazionale, le parole rinnovamento, inclusività, apertura, ascolto, sorriso, disponibilità, hanno acquisito nuova forza nei dialoghi e nei confronti e dovranno continuare a farlo per portare la nostra rete italiana a presentarsi degnamente al prossimo congresso internazionale del 2020. Ci impegniamo a far nostri i temi delle mozioni, dei documenti e dei contributi che sono stati depositati da diverse parti d’Italia durante il congresso sui temi delle migrazioni, della giustizia del cibo che consumiamo, del sostegno della rete dei giovani, dell’agricoltura sociale, della riqualificazione ambientale, della mobilità sostenibile così come della lotta a qualsiasi tipo di sfruttamento ambientale, umano e sociale nel sistema produttivo agricolo dei nostri territori. Il nostro modo di guardare alla biodiversità è stato e continua ad essere unico nel mondo, al confronto con la moltitudine di associazioni ed organizzazioni che lavorano sulla conservazione della biodiversità con le quali pure già collaboriamo e sempre più collaboreremo. Questa ricchezza dovrà essere al centro della nostra attività attraverso il nostro progetto dei presìdi, lo sviluppo dei mercati della terra, il consolidamento della rete dell’alleanza dei ristoratori. Ma anche attraverso il rafforzamento delle reti territoriali così come quelle tematiche che stanno svolgendo e possono svolgere un ruolo fondamentale nel nostro paese, soprattutto in aree con specifiche fragilità. E questo impegno dovrà convergere in modo ancora più forte nell’ambito delle campagne internazionali come quella sugli orti in africa che ci hanno già visto impegnati negli anni scorsi o quella sul cambiamento climatico che merita una strategia attenta a partire proprio dai nostri territori con la consapevolezza di come si svolge a livello globale”.

Chiamati a dirigere l’associazione nel percorso di rinnovamento che porterà al congresso del 2020, i sette componenti portano in dote la loro variegata esperienza nella rete Slow food italiana. Insieme a Salvatori: Massimo Bernacchini, cinquant’anni, vive e lavora a Orbetello, dove è attivo nel mondo della cooperazione e della pesca. Dal 2006 è membro della segreteria regionale di Slow food Toscana e consigliere nazionale. Giorgia Canali, classe 1986, vive a Cesena dove lavora come giornalista. Nel 2010 viene eletta fiduciaria, contribuendo alla nascita della rete giovani di Slow food in Italia. Antonio Cherchi, sassarese, 63 anni, commercialista, vive e lavora a Modena. Dal 2010 al 2014 è stato presidente di Slow food Emilia Romagna; dal 2015 ha ricoperto l’incarico di tesoriere e consigliere nazionale. Silvia De Paulis, agronoma, dal ’98 al Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Dal 2009, dopo il terremoto che ha sconvolto L’Aquila, ha contribuito alla realizzazione prima del progetto 10 orti per 10 tendopoli e poi del Mercato Contadino. Giuseppe Orefice, tecnologo alimentare, ha 42 anni e dal 2014 è formatore nell’ambito del progetto Orto in condotta e docente Master of food; è il presidente uscente di Slow food Campania e Basilicata. Francesco Sottile, agronomo, insegna biodiversità e qualità delle colture agrarie all’università di Palermo. In Slow Food ha cominciato vent’anni fa dal mondo dei presìdi siciliani allargando sempre più la propria collaborazione sul piano tecnico e associativo anche all’estero.

Slow Food Italia

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