Flaminia Ripani, la bellezza della poesia con la potenza della meditazione

di Laura Pasquini

Flaminia Ripani-cover

Classe 1987, Flaminia Ripani è laureata in Economia alla Facoltà Bocconi di Milano, romana di origine, oggi residente nella Tuscia, che ama profondamente e dove ha trovato la sua dimensione.

“E’ qui nella Tuscia, a contatto con questa natura che sono nate le mie poesie”.

Anche se oggi Flaminia è un’esperta insegnante di yoga, lei continua a definirsi una praticante da quando aveva dodici anni. Ha cominciato da sola, nella sua stanza, sotto la guida della sorella maggiore. All’inizio poche posizioni semplici e solo qualche minuto di meditazione, ma è stato sufficiente per impiantare il seme di una passione che ha continuato a crescere insieme a lei.

Una sorella complice e confidente…

“Sono stata fortunata perché mia sorella mi ha stimolato alla scoperta della spiritualità e sono cresciuta in un ambiente che si interessava al benessere, sia fisico che spirituale. Da sola, autodidatta, ho preso i libri che trattavano di yoga e a casa ho cominciato a ricreare qualche posizione e a meditare, anche solo pochi pochi minuti, mi ero creata una mia piccola sadhana (disciplina, pratica spirituale). Nel tempo ho continuato a ricercare nella mia pratica quello che credo ricerchino tante persone, la riconciliazione della realtà materiale con quella spirituale, l’unione di materia e spirito, di corpo e anima”.

Qual è stata la sua formazione?

“Lo studio al liceo classico mi ha sensibilizzato verso questo interesse per le culture e le lingue antiche come il sanscrito. Ciò che mi affascina da sempre è l’antichità, ciò che è sepolto, dimenticato. Anche per questo amo molto Viterbo, un prezioso serbatoio del passato. Sicuramente nei classici della nostra civiltà occidentale c’è una immensa ricchezza spirituale e sono affascinata anche dalla cultura orientale, dalla profondità della filosofia indiana: con i miei allievi, prima della pratica sul tappetino, leggo un piccolo passo degli Yoga Sutra di Patanjali per avere con loro un momento di riflessione e condivisione. Per restare più vicino ai nostri tempi, Essere e Tempo di Martin Heidegger è per me un testo bellissimo e importante”.

La laurea in Economia alla Bocconi, un ambito molto lontano dai suoi studi dei classici e dallo yoga, almeno sembra…

“Lo studio dell’Economia e del Management mi hanno molto appassionata e mi hanno aiutata nella costruzione di un metodo e di una disciplina rigorosa. L’università mi ha anche dato una stupenda possibilità perché grazie al master di specializzazione ho vissuto tre anni in Australia e quello è stato anche il mio viaggio spiriutuale, una destinazione scelta da me perché lì vivono gli aborigeni australiani con la loro sapienza ancestrale e c’è una forte connessione con l’ Oriente. In Australia ho potuto praticare in modo molto profondo lo yoga, esplorandone la dimensione alchemica. Lì, In Australia mi si è proprio acceso il fuoco”.

Qual è lo stile che predilige?

“E’ il Bikram Yoga, un metodo di Hatha Yoga molto fisico che deriva dagli insegnamenti di Bishnu Gosh, yogi ma anche bodybuilder, nonché il fratello minore di Paramahnsa Yogananda e dal suo allievo Bikram”.

Ci sta facendo addentrare in una vera lezione meditativa…

“Il lignaggio di Bishnu Gosh è un metodo molto duro dal punto di vista fisico, che però vuole raggiungere dei risultati spirituali attraverso una certa stimolazione del sistema endocrino, ottenuta con gli asana, cioè le posture fisiche, che sono dei veri portali magici per entrare in connessione con le forze del cosmo che abitano in noi”.

Qual è il beneficio più importante dello yoga?

“L’allineamento. Ora c’è tanta spettacolarizzazione della flessibilità e anche io ne faccio parte praticando da tanti anni. E’ necessario prendersene cura ogni giorno perché, a differenza della muscolatura, la flessibilità si perde facilmente poiché, come un elastico, se non si continua a tirare torna indietro… Però, in raltà lo yoga è soprattutto allineamento. Allineamento del sistema osseo-articolare e allineamento del sé individuale con il sé universale”.

Flaminia Ripani-dentro

E’ da questo percorso che è venuta alla luce la poesia?

“Sì, le mie poesie nascono come immagini che si impongono nella mente e che vengono poi tradotte in parole… In inglese ancor prima che in italiano. Nella poesia c’è un recupero del passato, ma allo stesso tempo è all’opera una trasformazione di questo materiale, grazie alla parola. La nostra mente a volte ci racconta il passato attraverso una certa trama, quasi sempre di dolore, ma se noi riusciamo a cambiare quella trama, il nostro passato cambia in base al nostro futuro, in base al senso che noi gli attribuiamo”.

Ci spieghi meglio…

“Possiamo dare luce e senso ulteriore al nostro futuro, che va oltre quello che noi diciamo a noi stessi e in questo mi ha sempre aiutata la meditazione. Nello yoga è fondamentale il tempo presente. In più, nel percorso spirituale dell’hatha si tende all’idea di un raggiungimento estatico dove l’Illuminazione trascende la realtà del tempo, direi non solo estatico ma anche “estetico”, perché la Bellezza è il riflesso della Verità”.

Cosa significa trascendere il tempo?

“Trascendere il tempo è meta dello yogini come scritto negli Hatha Yoga Pradipika. Trascendere il Tempo, vuol dire che sia il Passato che il Futuro sono presenti nell’Oggi e che in fondo tutto è nelle nostre mani. Vuole dire riconoscere la coscienza in ogni cosa, è un’esperienza d’amore totalizzante”.

E come si può reagire a quel male inevitabilmente presente nella vita di ognuno?

“Quando emergono conflitti nella nostra vita bisogna scendere in campo e affrontare la battaglia. Nell’induismo esiste la dea Kali, figura molto complessa che, tra i suoi tanti significati, simboleggia anche la trasformazione, perché ogni esperienza di crisi ci trasforma profondamente. E che da situazioni difficili o dallo scontro con qualcuno si possa uscirne cresciuti”.

Come possiamo sopportare e superare il dolore?

“Il dolore nasce quando non riusciamo a capire e soprattutto ad accettare quello che ci è accaduto. A volte con l’amore ci sediamo sulle nostre sicurezze e smettiamo di farci tante domande… Ma il dolore che arriva e distrugge i nostri equilibri è ciò che scava a
fondo e che ci rende più profondi e coraggiosi… sempre se sappiamo imparare dalla
sua lezione. Lì dove il nostro amore viene meno è dove possiamo crescere e la cura è la Parola poetica”.

In che senso la poesia diviene cura?

“La poesia è il linguaggio alchemico che unisce l’alto con il basso, il piccolo con il
grande, offre un nuovo significato a tutto e ci permette di vedere “oltre”. Lo yoga fortifica il corpo e il sistema nervoso aiutando a riaccendere la speranza”.

E’ uscito il suo primo libro “Emozioni Inverse”, pubblicato da Provaci Ancora Bill Editore, che nasce dall’esperienza della meditazione yoga e che vuole essere anche un ringraziamento a questa arte, definita dall’autrice “poesia in movimentoguidata dalla folgorante energia della Kundalini”.

Emozioni Inverse
“Ma senza dubbio tu sai già ogni cosa nel cuore”. (Inni Omerici, Inno a Hermes)

Ha in progetto una nuova pubblicazione?

“Sì, stavolta in prosa… Un saggio per continuare a parlare di yoga per meglio conoscerlo, praticarlo, comprenderlo”.

Come definisce il suo percorso?

“Un percorso dal dolore all’amore: un amore che si fa fede ritrovata nella forza della vita, dolce abbandono e conquista di uno sguardo nuovo”.

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