E’ morto Vito Ferrante, presidente di Afesopsit. Il cordoglio dei rappresenanti della politica locale

Se ne è andato Vito Ferrante, presidente dell’Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia (Afesopsit), instancabile sostenitore dell’inclusione, strenuo difensore dei diritti civili, fautore di numerose battaglie per migliorare l’Spdc e il Dsm viterbesi. E’ morto pochi giorni dopo aver perso sua figlia Vittoria.

 

Enrico Panunzi, vicepresidente del consiglio regionale del Lazio:La morte di Vito Ferrante mi lascia senza parole. Solo pochi giorni fa era stato colpito dal dolore più grande che un uomo possa provare, con la scomparsa della figlia Vittoria, a cui aveva dedicato la sua intera esistenza e il suo impegno quotidiano. L’ultima volta che l’ho sentito è stata venerdì scorso, proprio il giorno dopo il funerale, una circostanza che rende ancora più difficile accettare questa perdita.

Con lui, oggi, se ne va una figura straordinaria, punto di riferimento umano, civile e sociale di altissimo valore per tutto il territorio. Vito ha rappresentato una stagione bellissima e stimolante della mia vita, un pungolo continuo a dare risposte concrete e a lavorare per realizzare progetti che per lui non erano semplici obiettivi ma una vera ragione di vita.

Presidente e fondatore dell’Afesopsit, ha dato vita nel 1993 a una delle esperienze più significative del volontariato solidale nella Tuscia, costruendo una rete concreta di sostegno per le persone con disagio psichico e per le loro famiglie. Con dedizione instancabile ha promosso accoglienza, ascolto, inclusione e collaborazione tra cittadini e istituzioni, contribuendo a superare stigma e pregiudizi, e a restituire dignità a tante persone. Vito Ferrante è stato un uomo di grande rigore morale e di sconfinata generosità, capace di trasformare il dolore in impegno e battaglia civile. Non si è mai tirato indietro, nemmeno nei momenti più difficili.

Resta impresso il ricordo del sit-in del gennaio 2012 davanti al Comune di Viterbo, quando sotto la pioggia e nel gelo si batté senza sosta per chiedere interventi concreti a sostegno dei pazienti con disagio mentale, dando voce a chi troppo spesso viene dimenticato.

Con la sua scomparsa la comunità perde un protagonista autentico dell’impegno civile e della difesa dei diritti umani. Alla sua famiglia e a tutta l’Afesopsit rivolgo la mia più sincera vicinanza in questo momento di grande dolore”. 

 

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