Compagnia Teatro Popolare di Tarquinia: il Festival Fita e il Teatro nel cuore

Donatella Agostini

Ad inaugurare il Festival del Teatro Amatoriale di Viterbo, domenica 14 ottobre alle ore 18 presso l’Auditorium dell’Università della Tuscia, in Santa Maria in Gradi, andrà in scena la “Compagnia Teatro Popolare di Tarquinia”, con la commedia brillante in due atti “Matrimonio…Gioie e dolori”, diretta da Vittorio Sensi. Parliamo con Annibale Izzo, attore, regista e autore, che oltre a recitare nella commedia ne ha adattato il testo, traendolo dalla pièce ottocentesca “Le sorprese del divorzio” di Alexander Bisson e Anthony Mars e rileggendolo in senso moderno.

Parliamo della “Compagnia Teatro Popolare di Tarquinia”. Quando è stata costituita
?
«La Compagnia è nata nell’aprile del 1987, come associazione culturale finalizzata alla messa in opera di spettacoli teatrali senza fini di lucro. Ma è solo nell’agosto del ’92 che ha iniziato la vera e propria attività teatrale, portando in scena la commedia “Il Tardocco”: quella sera sono stati in molti a pensare che sarebbe stata un’esperienza estemporanea, che si sarebbe esaurita e conclusa al calar del sipario. E invece fu un vero trampolino di lancio per un’attività intensa che ancora oggi, a distanza di trentun’anni, è ancora ben viva e continua la sua marcia».

Ci parli della vostra attività. Avete avuto modo in questi anni di partecipare a concorsi fuori provincia?
«La Compagnia in tutti questi anni si è fatta conoscere ed apprezzare, con un repertorio sempre più ampio, in varie location regionali ed extraregionali: nel Lazio ma anche Toscana, Campania, Umbria. Tanti sono stati i riconoscimenti e i premi assegnatici nei vari concorsi a cui abbiamo partecipato, e tanti sono stati gli apprezzamenti e le critiche positive dei vari addetti del settore. Abbiamo sempre prediletto e portato in scena lavori scritti e diretti da membri dell’Associazione stessa, dimostrando, nei vari anni, quanto sia immenso il nostro impegno e il nostro amore per il teatro. Svolgiamo corsi di teatro gratuiti, in collaborazione con il professionista Mario Gallo. Inoltre l’Associazione ha sempre partecipato alla realizzazione di manifestazioni a scopo benefico, diventando nel tempo parte integrante dell’organizzazione del Porto Clementino Festival, manifestazione artistico-culturale atta alla raccolta fondi per L’Associazione Volontariati Assistenza Disabili. Da anni poi la Compagnia Teatro Popolare di Tarquinia organizza il concorso teatrale “Nuovi talenti” che quest’anno si è trasferito nella città di Civitavecchia».

Quali sono le opere che avete rappresentato, e qual è quella in cui vi identificate maggiormente?
«Posso citare diversi titoli: “L’inventore”, che ha vinto il Phersu d’Argento nel 2010; “Volemose bene”, 1° premio al XIII Phersu d’Argento per la miglior regia… E poi ancora “Meglio solo che male accompagnato”, “La gente vuole ridere”, “Con Eduardo”, “I soldi non fanno la felicità”… Ma se dovessi scegliere l’opera che più ci rappresenta direi “Giù per quei vicoli” di Umberto Serio, che ha vinto il 1° premio al XI Phersu d’Argento per il miglior testo. Oltre che naturalmente “Matrimonio…Gioie e dolori” , la nostra diciannovesima commedia, con cui quest’anno partecipiamo al Festival Fita».

Chi sono i componenti della Compagnia?
“Oltre al presidente onorario Umberto Serio, il direttivo è composto dal presidente Vittorio Sensi, dal vicepresidente che sarei io, e dal consigliere Massimino Di Benedetto. Calcano il palcoscenico Maria Superti, Antonella Calvani, Massimo Scirocchi, Antonella Perroni, Domenico Ligi, Gianluca Ricco, Alessandro Vitali. Sono gli stessi che vedrete recitare domenica 14 ottobre, oltre naturalmente a Massimino Di Benedetto e al sottoscritto. E poi ancora Catia Subrizi, Vittorio Sensi e Giacomo Farroni».

Qual è il segno distintivo della vostra attività?
«Cio che distingue questa realtà artistica è la forza di credere che il Teatro sia nel cuore di coloro che lo amano. E poi il talento, unito all’umiltà artistica, è la base fondamentale di ogni componente dell’Associazione”.

Non ci resta allora che andare ad applaudire domenica pomeriggio la “Compagnia Teatro Popolare di Tarquinia” e la sua esilarante “Matrimonio…Gioie e Dolori”, e andare a rendere vivo ancora una volta l’eterno rituale del teatro. Questa forma irrinunciabile e vitale di cultura che ha bisogno di attori, di testi, ma anche e soprattutto del calore e dell’amore del pubblico.

www.facebook.com/Fita Viterbo

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