Coldiretti sui Consorzi di bonifica: “Occhio ai polveroni alzati ad arte”

Successivamente all’uscita di vari articoli comparsi sui quotidiani in merito ai rinnovi delle cariche nel Consorzio Etruria Meridionale e Sabina che ci chiamano in causa, ci è sembrato doveroso fare chiarezza su alcuni punti, solo per regolarità di informazione.

Per le quattro fasce di contribuzione, Coldiretti ha consegnato come da prassi liste assolutamente perfette in tutte le loro forme, così come previsto dal regolamento elettorale vigente, che ha semplicemente chiarito il concetto di “territorio”, compresa la presenza dei candidati della provincia di Roma, e più precisamente del comune di Montelibretti, che Coldiretti ha reperito con estrema facilità sul territorio, contrariamente a quanto si è verificato per altre associazioni.

Il regolamento elettorale, uscito da molto tempo, non è stato mai minimamente contestato al momento opportuno da nessuno, ma solo in seguito alla mancata riuscita da parte dei nostri competitori nel presentare quanto richiesto secondo le norme di legge, in modo assolutamente tardivo.

Coldiretti ha sempre proposto, in occasione delle fusioni, l’idea di unire il consorzio del Val di Paglia con quello della Maremma Etrusca, proprio per avere l’intera gestione sulla nostra provincia, ma il territorio del Val di Paglia volle a tutti i costi fondersi con Rieti, che ora non vuole improvvisamente più.

Abbiamo scelto i nostri candidati tra persone preparatissime, apprezzati revisori dei conti di strutture cooperative dell’alto viterbese, che ben conoscono le dinamiche economiche dei prodotti della zona, ex segretari di zona dell’alta Tuscia che hanno per venti anni “tastato” palmo a palmo il territorio e ne conoscono anche le virgole, produttori importanti e preparati del luogo ed addirittura il presidente dell’ordine degli agronomi di Rieti. Si parla dunque di alte competenze.

Il consigliere citato che sarebbe, al momento della conferenza stampa, “stato cacciato”, aveva già presentato autonomamente a quella data dimissioni da vice-presidente e da consigliere del cda provinciale di Coldiretti, proprio dichiarando DI SUO PUGNO che si rendeva conto che era divenuto “incompatibile con il suo ruolo”, con tanto di lettere regolarmente protocollate, essendosi schierato con altre organizzazioni professionali agricole, cosa proibita da statuto e, aggiungiamo noi, per essersi autocandidato autonomamente in una lista senza consultare minimamente il suo territorio con assemblee e consigli di sezione ufficiali, non curandosi minimamente del pensiero dei suoi associati, cosa che in Coldiretti non è prevista, sempre da statuto.

La partecipata assemblea di Coldiretti tenutasi ad Acquapendente ha, poi, anche evidenziato una marea di lamentele di molti agricoltori su evidenti disparità di trattamenti sui costi dell’acqua, spesso altissimi, che hanno messo in ginocchio moltissimi consorziati, che hanno anche accennato ad uno strano e costante utilizzo dei mezzi del consorzio per fini non previsti dal consorzio stesso, da verificare con grande attenzione.

Riteniamo questi dati abbondantemente sufficienti a giustificare il “polverone” alzato ad arte su questa partita a causa di tanti interessi e proseguiremo con grande serenità e tranquillità nell’attività di informazione prevista per le elezioni nei confronti degli agricoltori, indipendentemente dalla data di voto, cosa assolutamente per noi secondaria, e sperando ad un ritorno ad una normale e giusta informazione, preludio di una votazione corretta e leale.

Buone elezioni e buon proseguimento a tutti.

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