“C’era una volta Viterbo”, Ferento “invasa” dai legionari dell’esercito romano

Visitatori provenienti da Viterbo, dalla Tuscia e da molte regioni hanno assistito alla prima giornata di “C’era una volta Viterbo”, rievocazione storica della città prima romana e poi medievale, distrutta dai viterbesi nel 1172.

L’area archeologica sulla Teverina è stata “invasa” dai legionari dell’esercito romano e dai barbari, che, alla fine, si sono affrontati sul campo di battaglia. Apprezzati dai turisti “tabernae”, laboratori e il mercato degli schiavi.

E’ stato possibile respirare l’atmosfera dell’antico splendore della città, del suggestivo teatro romano, dei resti con mosaici delle terme, del decumano e di una domus del I secolo d. C.

A riportare indietro di quasi duemila anni Ferento sono più di dieci associazioni di legionari. La “Legio di Sagunto” è arrivata addirittura da Valencia, a pochi chilometri dall’antica città di Sagunto, famosa per essere stata una delle località delle guerre puniche.

La manifestazione che oggi, domenica 2 giugno, vivrà la giornata conclusiva è organizzata da Archeotuscia onlus di Viterbo, associazione che tutto l’anno, grazie ai suoi volontari, accoglie i visitatori, ed ha il patrocinio del Ministero dei Beni culturali, del Comune, della Prefettura, del Rotary club, del Touring di Viterbo e il sostegno di Eurospin, Ecologia Viterbo, Confimprese e Tusciaeventi.

L’antica città di Ferento, sorta nel IV secolo avanti Cristo, inizialmente come insediamento etrusco, divenne, un municipio romano definito “civitas splendidissima” con la costruzione, tra il I secolo a. C e il I d. C. di splendidi monumenti.

E’ famosa per aver dato i natali a Flavia Domitilla maggiore, seconda moglie dell’imperatore Vespasiano, madre di Tito e Domiziano, e agli avi dell’imperatore Marco Salvio Otone (32 – 69 d. C.)

Archeotuscia Onlus -Viterbo

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