Carenza di ferro: quali almenti appropriati? Le indicazioni della nostra nutrizionista

di Gemma Moscioni*

La sideropenia è una delle carenze nutrizionali più diffuse, eppure spesso viene affrontata con troppi luoghi comuni. Non basta “mangiare carne”, serve capire come il nostro corpo interagisce con questo minerale fondamentale.

Il ruolo del ferro: molto più di un trasportatore dell’ossigeno

Spesso i pazienti arrivano in studio convinti che il ferro serva “solo per non essere stanchi”. In realtà, come nutrizionista, sono consapevole che questo minerale è un pilastro della nostra biochimica. Oltre a far parte dell’emoglobina, il ferro è un costituente fondamentale della mioglobina (che riserva ossigeno ai muscoli) e di numerosi enzimi coinvolti nella produzione di energia e nella sintesi del DNA.

Una sua carenza, anche prima di sfociare in anemia conclamata, può manifestarsi con sintomi subdoli: fragilità di unghie e capelli, pallore, ma anche una spiccata irritabilità e difficoltà di concentrazione (“brain fog”).

Distinzione tra Ferro Eme e Ferro Non-Eme

Mi preme sottolineare come Nutrizionista che non tutto il ferro è uguale. Esiste una enorme differenza nella sua biodisponibilità.

  • Ferro Eme: Si trova nei prodotti animali (carne, pesce, molluschi). Viene assorbito facilmente dal corpo (circa il 15-35%).
  • Ferro Non-Eme: Si trova nei vegetali (legumi, frutta a guscio, cereali integrali, verdure a foglia verde). Il suo assorbimento è più basso (2-10%) e influenzato da altri fattori alimentari.

Quali sono gli Alleati dell’Assorbimento?

Il segreto non è solo quanto ferro mangiamo, ma quanto riusciamo a trattenerne.

  • Vitamina C: Il “trasformatore”. Riduce il ferro ferrico in ferro ferroso, rendendolo più solubile e assimilabile. Quindi, un pizzico di limone o un peperone crudo possono triplicare l’assorbimento del ferro vegetale.
  • Acidità gastrica: Un ambiente acido favorisce la digestione del minerale.
  • Ammollo e Lievitazione: Tecniche che riducono i fitati (anti-nutrienti) nei legumi e nei cereali.

Abbinamenti da evitare

È utile essere a conoscenza che alcuni abbinamenti possono ostacolare il recupero del ferro:

  • Tannini: Presenti in tè e caffè. Meglio consumarli lontano dai pasti principali.
  • Eccesso di Calcio: Se assunti in dosi massicce nello stesso pasto, calcio e ferro competono per lo stesso trasportatore.
  • Fibre e Fitati: Sebbene salutari, in un regime di forte carenza, vanno gestiti per non sequestrare i minerali.

 

Di seguito una breve tabella pratica da utilizzare quotidianamente, in cui sono riportati gli alimenti ricchi in ferro. 

Categoria Alimento Nota della Nutrizionista
Molluschi Vongole e Cozze Contengono più ferro di molte carni rosse.
Frattaglie Fegato di bovino Una concentrato  di ferro, ma da consumare con moderazione.
Legumi Lenticchie, Ceci, Soia Fondamentali per i vegetariani, sempre con aggiunta di limone/arancia.
Semi Semi di zucca e sesamo Ottimi come snack o per arricchire le insalate.
Verdure Spinaci e Cavolo riccio Ricchi di ferro, ma attenzione alla presenza di ossalati.

 

Strategie in cucina: la biodisponibilità al primo posto

È giusto sapere che non conta solo “cosa” mangi, ma “come” lo prepari. Di seguito vi riporto alcune  strategie che possono fare la differenza nel vostro piatto:

  1. La tecnica del “Piatto Combinato“: Unire cereali integrali e legumi non solo fornisce uno spettro amminoacidico completo, ma permette di ottimizzare l’apporto minerale. Aggiungere una spruzzata di limone o consumare un kiwi a fine pasto può aumentare l’assorbimento del ferro non-eme fino a 3-4 volte.
  2. Il potere dei semi e della frutta a guscio: mandorle, anacardi e semi di zucca contengono un’alta concentrazione di ferro. Utilizzarli su uno yogurt (magari vegetale, per evitare l’interferenza del calcio in dosi massicce) o nelle insalate, è un ottimo modo per integrare il minerale senza sforzo.
  3. Attenzione alle bevande dopo i pasti: un errore comune è finire il pranzo con un caffè o un tè forte. I polifenoli e i tannini presenti in queste bevande agiscono come potenti inibitori. Il mio consiglio è di aspettare almeno un’ora dopo il pasto prima di godersi il caffè.

Quando l’alimentazione non basta?

È fondamentale ribadire che, sebbene la dieta sia la nostra miglior alleata, in alcuni casi (come gravidanze, cicli mestruali emorragici o patologie da malassorbimento come la celiachia) il solo cibo potrebbe non essere sufficiente. Tuttavia, anche in caso di integrazione farmacologica, una dieta mirata è essenziale per supportare il recupero delle scorte di ferritina e prevenire recidive.

Il ruolo del nutrizionista è proprio questo: trasformare una necessità biochimica in un’abitudine alimentare piacevole e sostenibile, lontana dalle restrizioni punitive e vicina alla salute consapevole.

 

 

gemma moscioni dentro *La dottoressa Gemma Moscioni, Biologa Nutrizionista, laureata in Biologia cellulare e molecolare presso l’Università degli Studi della Tuscia (110 cum laude), successivamente perfezionata con Master Universitario di II livello in: “Nutrizione personalizzata, basi molecolari e genetiche”, presso la facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Roma Tor Vergata (110 cum laude). Ha sviluppato competenze riguardanti la Nutrizione personalizzata e la Nutrigenetica, focalizzandosi sul ruolo che gli alimenti hanno nell’espressione genica dell’individuo.
Attualmente lavora come Biologa Nutrizionista a Viterbo e provincia e affianca alla libera professione l’insegnamento dell’educazione alimentare. Si occupa di problemi del disturbo alimentare nell’adolescenza.

Studio: Viterbo – via Friuli, 18
Contatti: 329 536 6678
www.biologamoscioni.it
Pagina Fb: Dott.ssa Gemma Moscioni – Biologa Nutrizionista
Email: bionutrizione.moscioni@gmail.com

 

 

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