Caffeina ottavo giorno, la Sicilia di Dacia Maraini e le confessioni di Massimo Fini

Luciano Pasquini

Nei palchi all’aria aperta allestiti in cortili, piazze, chiostri e prestigiosi palazzi storici s’incontrano parole e musica, grande narrativa nazionale e internazionale.Siamo all’ottavo giorno, meno due al gran finale di una edizione del Caffeina Festival che ha prodotto decine di eventi giornalieri di spessore.
Della giornata di venerdi  29 vogliamo ricordare Dacia Maraini gentile, elegante e dalla voce chiara e pacata, Maraini ha parlato di un viaggio “alla ricerca della Sicilia perduta” dell’amore della scrittrice , che quell’isola l’ha vissuta, un percorso attraverso le opere e la memoria dell’autrice, nella presentazione del volume «Lontananze perdute» di Murrali che ricalca il percorso artistico e di vita della scrittrice sull’isola. Li nacque sua madre, la principessa e pittrice Topazia Alliata. E anche la «sua» Marianna Ucrìa, protagonista del libro che nel 1990 le fece vincere il Campiello. Il libro «Lontananze perdute. La Sicilia di Dacia Maraini» di Eugenio Murrali (Giulio Perrone editore), ripercorre, tra passato e presente, il viaggio narrativo e biografico della celebre scrittrice nell’isola “. Le “lontananze perdute” della maggiore narratrice contemporanea che ha regalato a Viterbo quel suo modo garbato di raccontare in cui il pubblico si adagia e il suo racconto non è mai fine a se stesso, appare quasi una dedica per ognuno dei presenti.
Alle 21.30 poco più in la a piazza del Plebiscito, Massimo Fini, una figura più ingombrante ha proposto uno straordinario diario di vita. La cronaca di settant’anni del nostro paese e delle varie stagioni del giornalismo italiano dal dopoguerra a oggi. “Confesso che ho vissuto. Esistenza inquieta di un perdente di successo” di Massimo Fini (Ed. Marsilio) una riflessioni sul tempo che passa e sull’evoluzione della situazione italiana, il pubblico attento ha gradito. Alla stessa ora nel cortile di Palazzo dei Priori  il viterbese Claudio Margottini addetto scientifico dell’Ambasciata italiana in Egitto faceva gli onori di casa  confrontandosi con  Zahi Hawass l’archeologo  egiziano che ha evidenziato il nuovo rapporto  sulle nuove scoperte archeologiche in Egitto.

Foto di Luciano Pasquini

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