Brachetti il trasformista: grande amore per Civita di Bagnoregio

Arturo Brachetti

Scoprire Civita ed innamorarsene è stato un tutt’uno, per un piemontese multiforme una percezione inconsueta che così espone:”E’ un borgo fuori dal comune, soprattutto perché vi si può accedere solo a piedi e l’avvicinamento a tempo di passeggiata, ti consente di godere del paesaggio sublime dei Calanchi e dell’atmosfera surreale che è tipica di Civita” Arturo Brachetti attore trasformista e regista nel 2012 per i Luoghi del Cuore del Fai è stato il testimonial della “città che muore” definizione resa dalla sua posizione in bilico, ma che vive eterna nel cuore di chi la scopre.

“Il mio luogo del cuore è Civita di Bagnoregio, è chiamata la città morta ed è un paesino assolutamente “sospeso” fuori dal mondo. Ci sono 7-8 abitanti autentici. Senza auto, si accede solo con una stradina fatta nel dopoguerra… Su un cucuzzolo nelle cui viscere scorrono dei tunnel etruschi. Il tempo si è fermato e per questo è magica ma non lasciamo che il tempo se la porti via, è un rifugio per lo spirito”. Brachetti ha riportato in auge l’arte del trasformismo attestandosi come l’erede di Fregoli.

Nel 2013 il prestigioso quotidiano francese Le Monde lo intervista sulla prima pagina del quotidiano e il 2 dicembre dello stesso anno viene inaugurata la sua statua di cera inserita nello storico museo parigino Grévin. Titolato, capace di interpretare sino ad 80 personaggi, con 1oo cambi d’abito nel corso dei suoi spettacoli, ogni tanto da grande estimatore , come un cittadino qualsiasi non riconoscibile, con il suo esclusivo ciuffo coperto da un cappellino torna in quel paesino sospeso fuori dal mondo in cui lasciati gli abiti di scena ritorna ad essere Arturo concedendosi alle meraviglie di Civita di Bagnoregio, rifugio dello spirito.

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