Bicentenario della morte di Napoleone Canino nella Rete delle Città Napoleoniche 

 L’intero anno 2021 evocherà  il bicentenario della morte di Napoleone Bonaparte scomparso, all’età di 51 anni, il 5 maggio del 1821 sull’isola di Sant’Elena. Tra i  40 rappresentanti di altrettante città europee nella Rete delle Città Napoleoniche c’è anche il Comune di Canino che, con apposita delibera di giunta, ha aderito alle iniziative della Rete delle Città Napoleoniche. “Spiega il sindaco, Lina Novelliè  lo scambio di azioni che si possono sviluppare per ottimizzare l’organismo e la promozione di manifestazioni e attività che promuovono lo scambio di pratiche dei musei europei che raccontano o rappresentano la memoria di Napoleone.

Dall’Isola d’Elba a Canino, tutto si riconduce alla storia per  vari motivi:dall’Elba (dove fu esiliato) proveniva il ferro che approdava sui litorali di Montalto di Castro e che, da lì, era trasportato ai forni fusori del viterbese. Proprio durante il regime napoleonico fu redatto il primo inventario integrale delle manifatture locali dal prefetto Camille de Tournon in quanto il fratello, Luciano Bonaparte, fu una figura di spicco nel Lazio: soprattutto a Canino, di cui divenne principe il 31 agosto del 1814, nominato da papa Pio VII. Inoltre, il 21 marzo 1824, Leone XII lo avrebbe designato anche principe di Musignano.

Canino fu una terra che amò particolarmente e che fece la sua ‘fortuna’. I rapporti con il fratello Napoleone non furono mai idilliaci (anche per ragioni politiche) e si inasprirono quando Luciano sposò in seconde nozze Alexandrine de Bleschamp, dopo essere rimasto vedovo di Christine Boyer, invisa all’imperatore che aveva in mente per lui un matrimonio combinato a scopo diplomatico. Luciano fu costretto persino a vivere 4 anni in Inghilterra, in libertà vigilata. Potè tornare in Italia solamente quando Napoleone fu esiliato all’Isola d’Elba. Appassionato di letteratura e astronomia, ebbe dieci figli e non fu facile tirarli su. Subentrarono problemi economici, tanto da dover vendere la villa della Rufinella a Frascati e Palazzo Nuñez; ma fu proprio una terra come Canino a offrirgli una svolta. Legato al paese del viterbese, sono molte le testimonianze che vi troviamo di tale rapporto. Qui c’è il bassorilievo raffigurante un angelo che solleva un bimbo, commissionato al Canova quando il terzo figlio, Giuseppe Luciano, nato a Roma il 14 giugno del 1806, morì dopo pochi mesi; poi fu sepolto nella Chiesa Collegiata di Canino; ma qui troviamo anche la statua dedicata alla prima moglie Christine e il monumento in ricordo del padre Carlo, dell’artista Massimiliano Laboureur. E lo stesso monumento funebre a Luciano, realizzato da Luigi Pampaloni su disposizione della moglie, nella chiesa Collegiata dei SS. Giovanni e Andrea, nel borgo di Canino. Il bassorilievo raffigura proprio Alexandrine in ginocchio davanti al marito in punto di morte; metaforicamente, quattro figure simboleggiano le virtù del principe. Quest’ultimo morì a Viterbo il 29 giugno del 1840 a 65 anni.Nella prospettiva del bicentenario 1821/2021, il comune viterbese ha dato disponibilità per eventi da realizzare al Museo della Ricerca Archeologica di Vulci. Qui una sezione è vetrina delle emergenze ritrovate nella piazza antistante al castello dove viveva il fratello di Napoleone, Luciano, come lui nato ad Ajaccio nel 1775 e morto a Viterbo nel 1840.
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