Bassano Romano in coro: Fabrizio Frizzi, uno di noi

di Arnaldo Sassi

sindaco_cover

“Fabrizio, uno di noi”. E’ il messaggio che ieri pomeriggio Bassano Romano ha voluto lanciare, con una cerimonia semplice ma estremamente commovente, intitolando la casa delle culture e dei popoli a Fabrizio Frizzi e concedendogli, post mortem, la cittadinanza onoraria.
C’era mezzo paese ad assistere alla cerimonia e c’era anche il fratello Fabio, con tutta la sua famiglia. Una cerimonia che ha coinvolto il cuore dei presenti, dal momento che Fabrizio Frizzi a Bassano Romano c’era cresciuto, aveva condiviso i momenti della sua infanzia e della sua adolescenza con molti amici del luogo e, anche quando era diventato una star televisiva di successo, non aveva mai abbandonato.
Lo ha ricordato il giovane sindaco di Bassano Emanuele Maggi, sottolineando come il celebre conduttore televisivo, scomparso prematuramente a soli 60 anni il 26 marzo 2018, abbia lasciato nella piccola cittadina della Tuscia tanti messaggi di umiltà, semplicità e solidarietà. “Bassano – ha detto il sindaco – ha sempre avuto un legame forte con Fabrizio e con la sua famiglia, in tutte le stagioni della sua vita. In molti qui in paese hanno condiviso con lui la sua infanzia e la sua adolescenza e ricordano anche qualche marachella. E proprio qui è iniziata la sua vocazione artistica con un’avventura musicale cominciata con un complesso locale che negli anni ’70 e ’80 invadeva le piazze del paese”.
“Quando Fabrizio è venuto a mancare – ha ricordato ancora il sindaco – sembrava fosse mora una rock star per tutto l’affetto che c’è stato. Quando il Comune di Bassano si è recato a Roma in delegazione per i funerali c’era tanta gente lungo le strade. Abbiamo visto addirittura gli striscioni. Insomma, c’è stato un trasporto emotivo intergenerazionale, dovuto soprattutto alla sua grandezza e alla sua bravura, quella di rendere straordinaria la normalità. In quei giorni – ha proseguito – in Comune arrivavano lettere da ogni parte d’Italia. E me ne ricordo particolarmente una, scritta da una signora di 89 anni, proveniente dalla Sicilia. Diceva questa signora di avere un grande vuoto interno a sé, giacché il marito era morto e i figli, ormai grandi, facevano la loro vita. E che l’unico momento di conforto lo trovava la sera alle 7, quando accendeva la televisione. Quel modo gentile di porsi da parte di Fabrizio la rincuorava e le faceva tanta compagnia”.
“Nei giorni seguenti la sua scomparsa – ha proseguito Emanuele Maggi – tante persone a Bassano mi hanno detto quanto Fabrizio facesse per le persone in difficoltà. Sistematicamente organizzava dei ‘viaggi alimentari’. Ossia, faceva la spesa e inviava qui pacchi di alimenti a chi ne aveva bisogno”.
Anche il fratello Fabio, presente alla cerimonia con tutta la sua famiglia, ha voluto ricordare i momenti vissuti a Bassano da Fabrizio. “Mio padre Fulvio acquistò la casa di questo splendido paese nella seconda metà degli anni ’60. Papà era un uomo molto importante nell’ambito del cinema italiano e viaggiava molto, anche all’estero. Ma aveva una regola ferrea: il venerdì doveva tornare a Roma perché il week end doveva e voleva trascorrerlo a Bassano. Fabrizio, che era piccolino, è cresciuto qua. E scorrazzava tutto il giorno per le vie del paese con la sua bicicletta. Poi aveva cominciato a suonare insieme agli amici del posto e questa radice è rimasta sempre attiva, fino alla sua morte”.
“Noi oggi intitoliamo a Fabrizio Frizzi la casa delle culture e dei popoli – ha concluso il sindaco Emanuele Maggi – perché abbiamo voluto fare qualcosa di diverso. Potevamo intitolargli una via, ma abbiamo scelto questo luogo perché qui si parla a tutte le generazioni, dai bambini agli anziani. Tutti possono entrare qua dentro e ricordare i valori che Fabrizio ci ha lasciato. Insegnamenti di vita di cui tutti noi dobbiamo far tesoro. Fabrizio ci sarà sempre vicino e noi spalancheremo sempre le porte ai messaggi che lui ci ha trasmesso”.
La conclusione al fratello Fabio: “Quando il sindaco mi ha parlato di questa idea ne ho parlato con la moglie Carlotta, che adesso vive a Parigi. E ci siamo chiesti: cosa avrebbe voluto Fabrizio? La risposta è stata una sola: questa è la scelta giusta”.
Dopodiché è stata scoperta la targa ricordo, posta a fianco dell’ingresso della casa delle culture e dei popoli. Un simbolo per ricordare a tutti che il forte legame tra Fabrizio Frizzi e Bassano Romano non morirà mai.

1_Targa

3_Fratello e sindaco

4_Famiglia fratello

5_Banda

6_Tomba

COMMENTA SU FACEBOOK

CONDIVIDI