Barbarano Romano: lungo il sentiero fucsia Etruschi, Medioevo e Antica Roma

di Francesca Pontani

Quando il suonatore di flauto rivelerà chi siamo, i nostri occhi finalmente si apriranno e tutto sarà chiaro!” (Massimo Stefani, I segreti del suonatore di flauto)

All’interno del Parco regionale Marturanum, presso Barbarano Romano, sono presenti sentieri segnalati con colori diversi: uno di questi è il sentiero fucsia che attraversa l’area della necropoli rupestre di San Simone, costeggia il pianoro dell’antica città etrusca, sale sulla radura dove è presente la chiesa medievale di San Giuliano con accanto il cosiddetto Bagno Romano di epoca romana.

L’area archeologica

Ci troviamo sulla piccola altura tufacea sovrastante l’area archeologica di San Giuliano, che prende il nome dalla piccola chiesa romanica. Il pianoro è circondato da tante necropoli rupestri ben nascoste dalla bella vegetazione che ricopre i ripidi costoni rocciosi. Si tratta infatti di un’area occupata con continuità fin dalla tarda età del Bronzo e soprattutto in epoca etrusca con il periodo Orientalizzante e Arcaico. Del Medioevo, oltre alla chiesa, restano alcuni filari delle mura difensive, e i resti di canali e di pozzi per il drenaggio delle acque, anch’essi frutto del rimaneggiamento di impianti preesistenti etrusco-romani.

L’antica città etrusca

L’antica città etrusca di San Giuliano sorgeva su un pianoro tufaceo con pareti a strapiombo, ottime per la difesa. Si ipotizza di identificarla con il centro di Cortuosa, citato da Tito Livio (VI,4,8-9), o di attribuirle il nome di Manturanum, Marturanum, ricordato come sede vescovile nell’alto Medioevo. L’esistenza della città etrusca è provata dai tratti di mura, dal sistema idrico per il drenaggio con cunicoli e cisterne, una delle quali ampliata in età romana (il cd. Bagno romano), da alcuni percorsi stradali che collegavano San Giuliano ai colli circostanti e dalla grande necropoli le cui tombe si susseguono dalla metà del VII al III secolo a.C.

La Chiesa di San Giuliano

La chiesa di San Giuliano (XII secolo), è il risultato di molti interventi subiti nei secoli. Oggi la chiesa è solo su due delle tre navate originarie, e dimezzata nella profondità. Annesso c’è l’edificio a due piani che fu il romitorio per una piccola comunità di monaci eremiti presenti fino al XIX secolo. Splendide le pitture: figure di santi, una Madonna col Bambino, un Cristo in mandorla. La denominazione dell’area archeologica prende il nome dal Santo a cui è stata dedicata la chiesa: San Giuliano Ospitaliere, raffigurato come un giovane cavaliere senza armatura tranne la spada, con un mantello, lo stendardo e l’aureola.

Il “Bagno romano”

Al cosiddetto Bagno romano si accede tramite una lunga e ripida scalinata alla fine della quale si è conservata l’imboccatura di un cunicolo: esempio dell’abilità idraulica etrusca e poi romana, nella realizzazione dei lavori di bonifica e di drenaggio dei terreni. Il grande ambiente che si apre ai nostri occhi è un’opera idraulica inizialmente usata come struttura di raccolta per l’acqua che veniva attinta dall’imboccatura di un pozzo, sulla quota di campagna. Successivamente la stanza per la conservazione dell’acqua fu ampliata e modificata con la realizzazione di una gradinata nella vasca, per utilizzarla come bagno.

COME ARRIVARE

http://www.parchilazio.it/marturanum

La guida in pdf del “sentiero fucsia”: https://goo.gl/ZyhcG4

Foto Francesca Pontani

Nel prossimo articolo andiamo a Tarquinia

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