Attività venatoria fuori dal Comune di residenza anche nelle aree arancioni

La proposta, inviata all’assessora all’Agricoltura della Regione Lazio Enrica Onorati, arriva da Mauro Favero, presidente dell’Atc Vt1.

«Non è un capriccio – spiega – ma una reale necessità. Il recente decreto-legge ha riconfermato le disposizioni urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19. Disposizioni che consentono l’attività venatoria solamente nelle aree a fascia gialla o arancione, ma in questo caso solo all’interno del Comune di residenza. Questo purtroppo rischia di ricadere pesantemente sull’attuazione dei piani di gestione, compreso il prelievo di selezione e il controllo della fauna selvatica per la riduzione dei danni all’agricoltura. Soprattutto la caccia in braccata e in girata, che a oggi è lo strumento di maggior efficacia per la riduzione numerica dei cinghiali».

Forte della necessità urgente di ripristinare l’attività per evitare danni più seri in primavera, l’ATC VT1 ha due proposte. La prima è quella di consentire l’esercizio dell’attività venatoria, nelle varie forme attualmente previste dalla vigente regolamentazione, anche fuori dal Comune di residenza del cacciatore, nel caso di classificazione come area arancione. La seconda è quella di prolungare il calendario dell’esercizio della caccia in squadra al cinghiale (braccata e girata) almeno per il mese di febbraio.

 

Il Presidente
Mauro Favero

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