Associazione Erinna è viva e ha ripreso le attività

Erinna è viva, viva Erinna. Dopo la pausa agostana l’associazione Erinna ha ripreso le attività.
Come è ormai noto, lo storico Centro antiviolenza ha chiuso. In mancanza di sostegno reale che metta in condizioni di programmare e di esistere, non è più possibile fare accoglienza diretta e individuale, seguire in tutto il percorso di riappropriazione della soggettività una donna incappata in una relazione violenta; non è più possibile affiancare le donne nelle varie e diverse problematiche che intralciano il loro cammino di libertà, ma… Erinna ha le sue risorse.
Grazie alla Fondazione Haiku Lugano, Erinna ha resistito nel 2019 e il nuovo finanziamento per il progetto “C’è un posto” garantisce il corso delle attività di Erinna da settembre 2020 ad agosto 2021 – le attività sono tutte rigorosamente basate sulla pratica di relazione tra donne e l’empowerment/rispecchiamento positivo tra le partecipanti, come da linee guida metodologiche internazionali.
Con il sostegno della Fondazione Haiku Lugano possono proseguire i gruppi di elaborazione condivisa rispetto all’identità di genere e ai ruoli sociali e culturali ad essa connessi; potrà partire ad ottobre il “Gruppo Cinema”; sono in programmazione i progetti per la prevenzione alla violenza per bambini e bambine; è previsto uno spazio per le adolescenti.
I gruppi sono luoghi di libertà e di acquisizione di consapevolezza rispetto al proprio vissuto; sono aperti alle donne -che abbiano o meno subito violenza- che vogliano mettere in discussione automatismi culturali e ruolizzazioni di genere percepite come limitanti la propria autodeterminazione; sono spazi di rigenerazione di sé.
Le proposte per i piccoli e le piccole sono già state sperimentate con il progetto innovativo “Libere di essere” , finanziato dall’associazione nazionale D.i.Re. –donne in rete contro la violenza- in partenariato con il Ministero della Pubblica Istruzione. Nel 2019 Erinna ha proposto e realizzato questo progetto in uno degli Istituti Comprensivi della provincia, lavorando con le insegnanti, i piccoli e le piccole della scuola dell’infanzia e gli alunni e le alunne della primaria. Un’esperienza qualificante e straordinaria.
Donne, assistenti sociali, avvocati continuano a far squillare il telefono di Erinna; ovviamente non neghiamo la nostra consulenza e le indicazioni per un supporto legale; Erinna mette a disposizione ciò che ha in programma e, nel caso, dà indicazione di centri antiviolenza della rete nazionale a cui rivolgersi o fornisce il numero dedicato della ASL.
Erinna continua a seguire nel loro percorso di uscita dalla violenza le donne arrivate al Centro fino alla data dell’8 marzo 2020; continua a considerare la possibilità di attivare gruppi per il rafforzamento della capacità genitoriale guidati dalla psicoterapeuta che collabora con l’associazione da vent’anni.
Alcune di coloro che hanno telefonato dopo l’8 marzo sono state inserite nei gruppi; abbiamo sperimentato che questo tipo di attività permette elaborazioni profonde e condivise, in grado di far emergere risorse e potenzialità, utili anche per coloro che, pur se all’inizio del loro percorso di uscita dalla violenza, lo trovano un valido strumento di sostegno e di empowerment.

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