Un “no” netto all’apertura di una sede del Conservatorio di Terni all’interno di palazzo Gallo di Bagnaia. Un “no” peraltro noto da tempo, ma che nella circostanza viene formalizzato e accompagnato con una raffica di polemiche nei confronti dell’amministrazione comunale, in particolare dell’assessore alla Cultura Alfonso Antoniozzi.
Ancora un “no” esteso alla Sovrintendenza alle Belle Arti e ufficializzato con una richiesta categorica al ministero dei Beni Culturali di bloccare il trasferimento. Ritenuto illegittimo, ingiusto per Bagnaia e Viterbo, e che infine pone interrogativi circa la sua liceità etica prima che tecnica. Insomma, una pioggia di critiche che arrivano dall’associazione “Amici di Bagnaia, Vincenzo Frittelli” nel corso di una conferenza stampa convocata dal presidente, Aldo Quadrani. Conferenza che si tiene all’interno del bar/ristorante “Il Borgo”.
“Scusate – apre il presidente rivolto alla platea – se questo non è il luogo più adatto, ma non abbiamo più una sede”. Perché il cinquecentesco palazzo fatto edificare da Giuliano Gallo, ridotto poi a un ricettacolo di immondizia e da 46 anni casa dell’associazione culturale, dovrebbe diventare sede distaccata del Conservatorio musicale “Briccialdi” di Terni, con tutti i suoi tesori artistici e storici contenuti all’interno, compresa una biblioteca. Tutto cancellato. Decisione presa oltre un anno fa dal responsabile dell’assessorato alla Cultura del Comune di Viterbo, Alfonso Antoniozzi, e mai più rimessa in discussione.
“Ogni volta che abbiamo provato a farlo – precisa Quadrani – ci siamo trovati di fronte a un muro di cemento armato. Abbiamo ricordato la fragilità del manufatto, le difficoltà logistiche di una scuola all’interno del centro storico, i vincoli artistici dell’edificio. Abbiamo suggerito di spostare la sede del Conservatorio nelle ex scuole medie, più ampie e più comode. Non c’è stato nulla da fare. Ricordo che palazzo Gallo verrebbe concesso al conservatorio di Terni in comodato d’uso con una dotazione finanziaria di 200.000 euro. E ricordo, infine, che nell’anno accademico 2023/24 gli iscritti al conservatorio sono stati 158 e i laureati 34”. Come dire che anche i numeri starebbero lì sul piatto a sconfessare l’operazione. In sostanza, l’apertura del Conservatorio ha già provocato la chiusura del circolo culturale con conseguente cancellazione di una miriade di eventi passati e futuri.
“Se il signor assessore alla Cultura adesso è diventato anche responsabile del progetto Viterbo capitale europea 2033, be’ siamo messi proprio bene”, sottolinea con una vena di malizia il presidente Aldo Quadrani. La controffensiva nei confronti della Giunta Frontini andrà avanti coinvolgendo la Sovrintendenza e Banca Intesa che quattro anni fa trasferì 17 affreschi provenienti dalla chiesa di Santo Stefano poi sistemati nel salone di palazzo Gallo.
C’è ancora un anno di tempo per evitare una operazione di dubbio vantaggio per il “Briccialdi” di Terni, ma di sicura penalizzazione per il futuro culturale di Bagnaia e del capoluogo. “Chissà – sospira Quadrani – magari potrebbe risultare utile per qualche altra cosa o per qualcuno”.
“Un museo con affreschi di proprietà della Confraternita delle Disciplinatrici – puntualizza in conferenza lo storico locale, Franco Pierini – rischia di diventare un fatto privato, sottraendo un patrimonio pubblico e il diritto della stessa Confraternita a mantenere la proprietà storica degli affreschi. Certo chiudere palazzo Gallo al popolo di Bagnaia equivarrebbe a cancellarne la storia”.


























