Animali e freddo, consigli per un “benessere invernale”

di Chiara Sordini*

Gli animali che oggi affiancano l’uomo derivano da anenati selvatici ancora presenti in natura, in grado di sopravvivere autonomamente procurandosi cibo e proteggendosi dal caldo e dal freddo.
I nostri animali domestici sono in grado di farlo? Purtroppo la convivenza millenaria con l’uomo e le selezioni hanno fatto perdere alcune caratteristiche istintuali, morfologiche e di resistenza.
Vista la stagione e le giornate particolarmente fredde mi è stato chiesto di affrontare proprio il tema del freddo.
Gli animali in natura nascono con una pelliccia adeguata al luogo di origine, che sia polare o desertico, che li protegge dal freddo. Il gatto, che è l’animale rimasto più simile al suo antenato selvatico, non ha problemi con le basse temperature, perché coperto da una folto pelo. Questa regola però non vale per lo Sphynx o gatto nudo, che è completamente glabro. Per la specie canina aumenta la variabilità fenotipica e quindi sono molte di più le razze e i meticci che soffrono il freddo, tra cui tre razze di cani nudi e i cani a pelo raso e corto, specialmente se di piccola taglia. A differenza del gatto, che, con l’arrivo dell’inverno tende a poltrire e mangiare di più ed anche se è abituato ad uscire sceglie magari le ore più calde (con le dovute eccezioni), i cani che vivono in casa devono uscire regolarmente per i loro bisogni fisiologici. Se appartengono alla categoria dei “freddolosi” citata sopra, vanno protetti con cappottini, pile, impermeabili e così via. Per gli altri cani bisogna comunque evitare una eccessiva escursione termica: passare dal cuscino fronte stufa ai 2°C con tramontana alle undici di sera non va bene!
Per gli animali che vivono esclusivamente fuori, che siano randagi o di proprietà, è importante il passaggio graduale alle basse temperature: questo darà modo al pelo di infoltirsi, formando il sottopelo in molti animali, o di passare al vero e proprio pelo invernale come per i cavalli. Questo inizierà a cadere con l’arrivo del caldo e gli animali faranno la muta.
Il discorso cambia per gli animali malati, anziani o semplicemente denutriti, che vengono messi in seria difficoltà dalle basse temperature e rischiano di ammalarsi se non di morire.
Eventi di freddo eccezionale per le nostre zone verrebbero comunque accusati anche da animali sani che vivono all’aperto, perché non preparati.
Se dovessero verificarsi tali eventi troviamo un riparo per i nostri pet e magari apriamo le porte a un povero randagio.

Se avete storie da raccontare dei vostri amici a quattro zampe, scriveteci pure , le pubblicheremo.

Prossimo appuntamento il 24 gennaio.

*La dottoressa Chiara Sordini* vive e lavora a Viterbo. Si è laureata presso la  Facoltà di Medicina Veterinaria di Perugia, luogo dove ha prestato tirocinio in una clinica per piccoli animali ed animali esotici. Tornata a Viterbo per un periodo si è occupata anche di animali da reddito. Da circa sei anni  incentra il suo lavoro sugli animali da compagnia ed esotici; e da due anni anche sugli animali selvatici in collaborazione col CRAS di Viterbo. Da qualche anno ha intrapreso la specializzazione nel campo dell’ecografia.
Per consigli potete contattarla: sordini.chiara@tiscali.it – redazione@tusciaup.com

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