Alfonso Talotta a Milano con nove opere nella mostra “Strutture Cromatiche”

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Alfonso Talotta, Sdoppiamenti, 2021, olio su tavole intelate

Mercoledì 8 aprile alle ore 18.00, si inaugura la mostra Strutture Cromatiche, a cura di Alberto Barranco di Valdivieso, allo Spazio Arte Scoglio di Quarto, a Milano, una bipersonale tra due artisti di generazioni diverse: il viterbese Alfonso Talotta (1957) e la milanese Nicoletta Borroni (1971). Di seguito alcuni passi del testo del curatore presenti nel catalogo. “…Un dialogo non analogico né tipologico bensì strutturale, che presenta lavori antologici fino al presente permettendo al pubblico una ricognizione dei loro diversi cicli pittorici…Entrambi gli artisti operano entro un medesimo sistema di “pittura strutturale”: il colore non è rivestimento della forma, ma sua matrice generativa…Abbiamo parlato di “struttura” ma che cosa si intende tale nell’arte visiva? Struttura è principalmente un sistema di relazioni in equilibrio dinamico dunque, quando parliamo di pittura strutturale, parliamo di tensione che tiene insieme forma e colore: una specie di campo di forze tali che i due elementi siano i poli di una stessa energia, e se la forma dà direzione, limite e configurazione, e il colore introduce vibrazione, peso, temperatura e ritmo, allora le due dimensioni entrano in un circuito di reciproca fondazione, chiuso e vitale, in cui la forma nasce nel colore e il colore prende corpo nella forma. Parlo di un’affascinante relazione necessaria in cui forma e colore si compenetrano fino a rendersi inseparabili, generando l’apparizione stessa dell’opera, ed ecco che “struttura” diventa un principio plastico che va ben oltre l’idea di un reticolo compositivo…Talotta, diplomato all’Accademia di Roma, già vicino al critico Filiberto Menna, ha aderito alla pittura analitica italiana di “Pittura Pittura” sotto la cura di Claudio Cerritelli: una pittura bidimensionale che si definisce teoricamente priva di narrazione interna e di motivazione poetica espressa, in cui la riflessione endogena alla stessa pittura è il senso della composizione, che è la sola unica azione di potenza dell’artista, che non vuole imporre un’anima allegorica o simbolica al suo fare, esprimendo invece, attraverso l’articolazione delle parti dell’opera, l’evento libero verso l’esterno, diremmo alla mercè del fruitore…Alfonso Talotta attraverso la sagoma, la curva, la modulazione del margine, propone un’opera che non si chiude ma si apre al vuoto circostante. L’interno è disegnato tanto quanto l’esterno al di fuori dell’oggetto. Le campiture sono dichiaratamente pittoriche: non segnale decorativo, non semplice cromia, ma pittura che porta dentro di sé il gesto e la materia scoprendo tessiture irregolari, densità e matericità difformi (“Sdoppiamenti”, 2021; “Frammenti”, 2025). Tuttavia queste forme dialogano con lo spazio: sono centrifughe, tendono all’espansione, sembrano voler riorganizzare il vuoto…Osservando la teoria dei suoi lavori in mostra, che corrono dal 2013 al 2025, oltre ad una coerenza compositiva che ne traccia negli anni il solco preciso, si riscontra il tema dello slittamento della forma sul supporto, della sagoma che accumula compressione e slancio in punti di curva tesi sul margine dello schermo pittorico, secondo oscillazioni e scivolamenti, che dichiarano una energia dinamica in fieri…una relazione attiva con l’esterno che include nel lavoro anche la zona di risulta che lo circonda…”

Alfonso Talotta in questa mostra presenta sei lavori a parete: “Compenetrazioni”, 2013; “La pelle della pittura (dal nero), 2017; “Forma unica”, 2019; “Sdoppiamenti”, 2021; “Rilievi”, 2023; “Frammenti”, 2025; e tre sculture dal ciclo “Pitture scolpite”, 2024, acrilico su tavola.

La mostra rimarrà aperta per tutto il mese di aprile. Spazio Arte Scoglio di Quarto, via Scoglio di Quarto n° 4, Milano (Porta Ticinese – Darsena Naviglio Grande).

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