Alessandra Taurchini, guardia delle Ants Viterbo, una fisica prestata al basket

di Alfredo Boldorini

Una fisica prestata al basket. Alessandra Taurchini, 18enne, guardia delle Ants Viterbo, serie B femminile, si racconta a TusciaUp.
 
Alessandra Taurchini, capitana dell’Under 19, come ti sei avvicinata al basket?
Fin da piccola mia madre mi portava in palestra, ad appena 3 anni mi divertivo a seguire e a imitare gli esercizi di stretching che facevano le ragazze. Crescendo in questo ambiente il basket è diventato una mia passione, fin da subito e senza neanche accorgermene, ho iniziato a giocare.
Nata in una famiglia di cestisti, cresciuta a pane e pallacanestro quindi…
Assolutamente sì.
Che tipo è il coach, tuo nonno, Carlo Scaramuccia?
Il coach è una persona ferma sulle sue idee, con una precisa visione del basket e mette tutta la sua passione in quello che fa, con questo sentimento ci coinvolge tutte e trasforma ogni situazione in un’opportunità di crescere e divertirsi giocando a basket.
Ti è mai capitato di non essere d’accordo con le sue scelte tecnico-tattiche?
Come è naturale che sia, ci sono state situazioni in cui mi trovavo in disaccordo, ma essendo molto più esperto di me ho sempre avuto fiducia nelle sue scelte.
E invece con mamma, Maria Chiara Scaramuccia, ex giocatrice, assistente allenatore delle Ants Viterbo, che rapporto hai in campo?
Il rapporto in campo con mia madre è come un classico rapporto tra giocatrice-allenatore, non ci sono mai situazioni di tensione e con gli anni ho imparato a separare le due figure che lei è per me, di madre e di coach. Non è stato facile, all’inizio erano molto più frequenti i battibecco e i disaccordi. Crescendo questo rapporto è andato a migliorare fino a considerare la figura di mia madre come coach come un supporto in più.
Una famiglia “full employed” nel basket: anche i tuoi fratelli Filippo e Federico giocano con la Stella Azzurra…
Parlando del rapporto con i miei fratelli sul basket, ci sosteniamo a vicenda e ogni volta finita una partita parliamo degli errori fatti e ci confrontiamo, ma ci facciamo anche molti complimenti per qualche bel canestro, o per qualche stoppata. Ho una grande stima per loro e spero che possano raggiungere i loro obiettivi cestistici.
 
Sei iscritta al quinto Liceo Ruffini: cosa ti piacerebbe fare il prossimo anno? Lavoro o università?
Il prossimo anno mi piacerebbe fare l’università di fisica.
Perché?
La fisica, oltre il basket, è sempre stata una mia passione, una materia che mi ha affascinato ancora prima di sapere in cosa consistesse, prima di iniziare a studiarla già mi facevo domande di cui avrei scoperto successivamente la risposta grazie a questa materia.
Quali sono i tuoi hobby?
Oltre al basket mi piace tenermi impegnata svolgendo anche altre attività, ad esempio scrivere mi aiuta a liberarmi dei pensieri. Un altro mio hobby è la lettura.
Qual è la giocatrice a cui ti sei ispirata in passato per la tua crescita?
In realtà non saprei dire il nome di una sola giocatrice, per Viterbo ne sono passate tantissime con un talento e una capacità indescrivibile, la mia concezione del basket e il mio gioco sono migliorati acquisendo da ognuna di queste ragazze qualche caratteristica, che può essere un movimento tecnico o una visione del gioco.
E adesso invece?
Adesso la mia crescita è ispirata a tutte le mie compagne di squadra, ognuna con qualità diverse, che mi aiutano a crescere e a migliorare. Posso dire che non ho mai avuto una figura di riferimento a cui aspirare, ma piuttosto un insieme di persone ognuna delle quali mi ha passato un pezzo di se stessa.
Un tempo il basket femminile viterbese era in serie A: cosa manca per tornare ad alti livelli?
Tornare in serie A sarebbe un grande risultato, purtroppo affrontare questo tipo di campionato è molto dispendioso da tutti i punti di vista. A Viterbo mancano delle giocatrici senior con più esperienza che riescano a trainare la squadra, siamo tutte molto giovani.
Dove può arrivare le Ants quest’anno?
Quest’anno le Ants possono arrivare a conquistare molte soddisfazioni, personali e di squadra, grazie al lavoro che stiamo svolgendo con i coach e con il preparatore. Durante questi primi mesi di campionato siamo migliorate molto, dal punto di vista fisico, tattico, ma anche di affronto della partita. Adesso l’obiettivo è rimanere concentrate e raggiungere più vittorie possibili per provare a passare alla seconda fase tra le prime 4.
Dove giocherai il prossimo anno? A Pisa?
Il prossimo anno mi piacerebbe trovare una squadra a Pisa se riesco a entrare all’università in questa città, ho già provato a cercare qualche squadra. Sarà sicuramente difficile riuscire a mantenere il numero di allenamenti che faccio quest’anno a causa degli impegni universitari, ma sicuramente non smetterò di giocare e non abbandonerò questa mia passione.
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