Al “Caffè del Patrimonio”, il ruolo dell’archeologia nella società contemporanea con Enrico Proietti del MiC

Promuovere una cittadinanza consapevole e attivamente coinvolta nella tutela del proprio territorio, superando una visione passiva del bene culturale e rafforzando il legame tra individuo ed eredità storica. È questo lo spirito del progetto “Le radici del futuro”, promosso dal Comune di Tarquinia, all’interno del quale si inserisce il ciclo di incontri “Caffè del Patrimonio”, che propone per sabato 11 aprile 2026, alle 16, presso la biblioteca comunale “Vincenzo Cardarelli”, la conferenza dal titolo “L’archeologia ha bisogno di un’educazione?”, con Enrico Proietti, Funzionario per la promozione e comunicazione del Ministero della Cultura (MiC – DGABAP – Servizio II, Scavi e tutela del patrimonio archeologico)
L’incontro intende affrontare una delle principali contraddizioni che caratterizzano il rapporto tra pubblico e patrimonio: se da un lato si riconosce il valore straordinario delle testimonianze del passato, dall’altro l’attività archeologica viene talvolta percepita come un ostacolo allo sviluppo o un rallentamento delle dinamiche quotidiane. A partire da questa riflessione, l’intervento proporrà una nuova prospetti-va, fondata su un’archeologia partecipata, pubblica e condivisa.
Proietti accompagnerà il pubblico in un percorso che va “dallo scavo alla valorizzazione”, evidenziando come la tutela della memoria storica rappresenti non solo un dovere generazionale, ma anche un elemento essenziale per la costruzione dell’identità collettiva. Saranno inoltre affrontati temi di grande attualità, quali il contrasto ai reati contro il patrimonio culturale e la fragilità delle testimonianze archeologiche. L’evento sarà aperto dai saluti istituzionali e dall’intervento dell’assessore alla Cultura, Roberta Piroli. A moderare il dibattito sarà Sabina Angelucci, Funzionario Turistico Culturale del Comune, che guiderà anche il momento di confronto con il pubblico. Al termine della relazione, sarà infatti dedicato ampio spazio alle domande e agli interventi dei partecipanti, in un’ottica di dialogo diretto e partecipazione attiva.
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