A Viterbo gli allievi del 27° Corso “Volontà” promossi al grado di Maresciallo

Consegna dei gradi da parte del Capo SME

Si è svolta presso la Scuola Sottufficiali dell’Esercito la cerimonia di conferimento dei gradi di Maresciallo agli Allievi del 27° Corso “Volontà”.

L’evento, avvenuto alla presenza del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello, ha rappresentato il coronamento di un intenso percorso formativo, nel corso del quale gli Allievi hanno sviluppato e consolidato le proprie competenze attraverso la preparazione universitaria, l’addestramento tecnico-professionale, l’attività fisica e la formazione valoriale, pilastri fondamentali per la crescita dei futuri Sottufficiali dell’Esercito.

Alla cerimonia hanno preso parte, tra gli altri, il Comandante per la Formazione, Specializzazione e Dottrina dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Antonello Vespaziani e numerose autorità civili, militari e religiose.

Particolarmente significativo il momento in cui i familiari hanno apposto personalmente i gradi sulle spalline dei neo Marescialli, suggellando, con un gesto semplice e carico di emozione, il raggiungimento di un importante traguardo.

Nel corso della cerimonia si è svolto anche il tradizionale passaggio della “stecca”, con cui i frequentatori del 27° Corso “Volontà” hanno idealmente consegnato al 28° Corso “Impeto” il testimone dei valori e delle tradizioni dell’Istituto, un gesto simbolico che rinnova il senso di appartenenza alla Scuola e sottolinea la continuità tra le diverse generazioni di Allievi Marescialli.

Nel suo intervento, il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito ha sottolineato il valore della formazione quale elemento fondante della professionalità del Maresciallo, punto di riferimento per il personale e per i reparti, affermando:

“In questi due anni siete diventati Soldati: da oggi inizia il cammino, più arduo, ma anche ricco di soddisfazioni, per diventare comandanti. I gradi che ricevete sono un onore, ma ancor prima una responsabilità. Il grado, da solo, non basterà a farvi seguire: l’autorevolezza si conquista con la coerenza, con l’esempio e con il coraggio di prendere decisioni, specialmente nelle situazioni critiche. Abbiate la forza di osare e fate sempre prevalere il noi sull’io: l’Esercito ha bisogno di Comandanti che servano i propri uomini. I vostri Soldati guarderanno a voi nei momenti più difficili: siate allora il punto di riferimento che vorreste avere accanto e fate dei vostri valori la forza del vostro comando. Custodite la Volontà che dà il nome al vostro corso, la forza interiore che vi ha fatto rialzare dopo ogni caduta: sarà il vostro faro nei momenti più bui.”

Durante la cerimonia sono stati inoltre conferiti i gradi ai primi classificati nella graduatoria di merito e assegnati dei riconoscimenti agli Allievi che si sono particolarmente distinti per rendimento, attitudine militare e risultati sportivi.

Nell’arco della giornata, il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito ha incontrato gli Allievi Marescialli del 29° Corso “Fierezza” che hanno da poco iniziato la propria formazione presso l’Istituto viterbese, richiamando l’importanza dell’impegno e della consapevolezza con cui affrontare la nuova fase formativa e professionale:

“Il vostro cammino comincia oggi. Sarà duro, e deve esserlo, perché vi prepara alle sfide che affronterete in futuro. Vi aspettano tre anni intensi, in cui studio, addestramento e formazione avanzeranno insieme. Servire è il verbo che riassume tutto questo. Sappiate anteporre i doveri ai diritti e il bene collettivo all’interesse personale, sempre. Fate prevalere in ogni momento il noi sull’io e non risparmiatevi mai: dare sempre tutto è la prima regola del Soldato. Affrontate ogni difficoltà come un’opportunità per crescere, costruire il vostro carattere e prepararvi a essere, un domani, punti di riferimento per i vostri uomini. Preparatevi con umiltà e determinazione a essere degni della responsabilità del comando. Ricordate, si è Soldati per i valori in cui si crede, prima che per il grado che si indossa. L’Esercito crede in voi, perché il Soldato resta il cuore pulsante della nostra Istituzione”.

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