Giovedì 4 giugno al San Carlo il filosofo Stefan Lorenz Sorgner e il bioeticista Maurizio Balistreri si confronteranno sulle sfide morali poste da intelligenza artificiale, biotecnologie e trasformazione dell’essere umano.
Fino a che punto è lecito modificare l’essere umano attraverso la tecnologia? Quali limiti etici devono accompagnare lo sviluppo dell’intelligenza artificiale e delle biotecnologie? E cosa accade quando la distinzione tra naturale e artificiale diventa sempre più sfumata? Sono alcune delle domande che saranno al centro del seminario “Etica ed estetica del postumano”, in programma il 4 giugno alle ore 15.00 presso l’aula 4 del Complesso San Carlo di Viterbo.
Protagonista dell’incontro sarà Stefan Lorenz Sorgner, tra i maggiori studiosi europei del postumanesimo e del transumanesimo, attualmente docente di Filosofia alla John Cabot University di Roma. Considerato il più autorevole filosofo tedesco in questo ambito di ricerca, Sorgner terrà una conferenza-dibattito dedicata ai rapporti tra etica ed estetica nel pensiero postmoderno e transumanista, affrontando temi che toccano da vicino il futuro della società contemporanea.
Al suo fianco interverrà Maurizio Balistreri, professore associato di Filosofia morale presso il Dipartimento Distu dell’Ateneo viterbese Unitus e tra i più noti esperti italiani di bioetica.
Il confronto si concentrerà su temi quali l’autonomia, la libertà morfologica, la responsabilità morale, il pluralismo dei modi di esistenza, la libertà di modificare il proprio corpo e le proprie capacità cognitive, la responsabilità morale di chi progetta e utilizza le nuove tecnologie. Di conseguenza particolare attenzione sarà dedicata alla dimensione estetica del postumano, intesa come spazio di sperimentazione di nuove forme di soggettività, corporeità e creatività. sulle profonde trasformazioni che le tecnologie emergenti stanno introducendo nella condizione umana. Dall’intelligenza artificiale al potenziamento biotecnologico, dalla digitalizzazione delle esperienze fino alla prospettiva di una crescente integrazione tra uomo e macchina, il dibattito analizzerà le opportunità ma anche i dilemmi morali che accompagnano questi sviluppi.
Il postumanesimo, corrente di pensiero che intreccia filosofia, informatica e biotecnologie, interpreta queste innovazioni come strumenti capaci di ridefinire radicalmente l’essere umano, dando vita a forme di esistenza ibride tra umano e non umano. Una prospettiva che solleva interrogativi non soltanto scientifici, ma anche culturali, politici e normativi.
























