Ciclabile alla Pila, Confartigianato Imprese di Viterbo: “Il senso unico non risolve i problemi”

Confartigianato Imprese di Viterbo torna a esprimere profonda preoccupazione per quanto sta accadendo in via della Pila, dove la realizzazione della pista ciclabile e dei relativi impattanti cordoli continua a produrre disagi gravissimi per residenti, attività economiche e viabilità urbana.

L’introduzione del senso unico nel tratto di via della Pila tra l’intersezione con via Sabotino e quella con via Monte Bianco, annunciata oggi dal Comune di Viterbo, non risolve, infatti, i problemi: al limite allevia solo il lavoro dei vigli urbani, impiegati nei giorni scorsi come guardiani della ciclabile. Siamo di fronte all’ennesima decisione assunta senza un reale confronto con il territorio e senza alcuna valutazione concreta degli effetti sulle imprese della zona.

Una misura che non supera affatto le criticità create da un provvedimento già fortemente contestato, ma che rischia invece di aggravare ulteriormente la situazione dell’intera area. In primo luogo, perché come annunciato questa mattina sui social dall’assessore ai Lavori Pubblici, Stefano Floris, il senso unico non servirà ad aumentare il numero di parcheggi attualmente rimossi, che resteranno “tre, o forse cinque – ha detto Floris -, con uno spazio per carico e scarico. Se ne metteremo altri, faranno parte di un altro progetto”. Di cui non è dato sapere nulla. E poi perché, sempre a detta di Floris, la ciclabile proseguirà anche più avanti, su via della Pila in direzione chiesa del Murialdo, con a questo punto l’inevitabile eliminazione di ulteriori stalli di parcheggio che andranno a pesare sulle attività di quel tratto.

Si rischia così di costringere chi lavora a via della Pila a cambiare zona. Perché il senso unico e l’allungamento della ciclabile comporteranno ulteriori disagi e soluzioni estreme: alcune imprese starebbero, infatti, già valutando di trasferirsi altrove, dove il volume d’affari magari non viene danneggiato da scelte incomprensibili ed estemporanee sulla viabilità. Ma così si impoverisce il quartiere.

Siamo di fronte a una toppa peggiore del buco: il senso unico appare, infatti, come un tentativo tardivo di correggere gli effetti negativi provocati dall’ingombrante cordolo di una pista ciclabile scarsamente utilizzata. Cordolo che, per le sue dimensioni, continua a essere percepito dalle persone come inutile e pericoloso.

A rendere ancora più sgradevole questa vicenda, come abbiamo già avuto modo di sottolineare ieri, è l’atteggiamento assunto da alcuni consiglieri comunali che, invece di ascoltare il disagio di famiglie, residenti e operatori economici, hanno scelto di utilizzare ripetutamente i social network per sbeffeggiare le proteste dei cittadini e dei piccoli imprenditori. Reiterando, invece di scusarsi, atteggiamenti spacciati per “ironia” che mostrano una completa mancanza di rispetto nei confronti di chi subisce gli effetti nefasti delle loro scelte. Comportamenti, per giunta ripetuti, che riteniamo non adeguati al ruolo istituzionale ricoperto, e offensivi nei confronti di chi ogni giorno lavora, investe e contribuisce a mantenere viva l’economia cittadina, senza poter contare su gettoni di presenza pagati dai cittadini.

Residenti, negozi di vicinato e piccole imprese non chiedono privilegi, ma rispetto, ascolto e buonsenso. Deridere pubblicamente chi denuncia problemi concreti significa alimentare una frattura sempre più profonda tra amministrazione e territorio.

Confartigianato Imprese di Viterbo rinnova, pertanto, al Comune la richiesta di una revisione complessiva del progetto pista ciclabile alla Pila e di un immediato tavolo di confronto con residenti, commercianti e associazioni di categoria, affinché si possano individuare soluzioni realmente sostenibili sia sul piano della mobilità sia su quello economico e sociale. Possibilmente senza reiterati sbeffeggiamenti sui social.

 

Confartigianato Imprese di Viterbo

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