VITERBO, 21/05/2026. “Se oggi la Corte Penale Internazionale fa paura è perché risveglia le coscienze. Perché dice al mondo che il potere non cancella la responsabilità, semmai la aumenta. Ed è per questo che noi continueremo con il nostro lavoro: ogni tentativo di pressione viene respinto da tutti alla Corte. Sappiamo di dover dare voce a chi è imbavagliato, di dover dare speranza a chi altrimenti vivrebbe nell’odio. Per questo motivo non dobbiamo cedere, non possiamo cedere e non vogliamo cedere”.
Con queste parole Rosario Salvatore Aitala, magistrato della Corte Penale Internazionale (CPI), ha commentato il conferimento del Dottorato Honoris Causa, ricevuto oggi insieme al collega francese Nicolas Guillou presso l’Università degli Studi della Tuscia a Viterbo, in occasione della Giornata della Legalità.
I due magistrati sono oggi figure simbolo della tutela dei diritti umani globali, finiti al centro di scontri geopolitici a causa del loro lavoro. Il giudice italiano Aitala è stato infatti tra i firmatari del mandato di cattura internazionale contro Vladimir Putin, azione che gli è valsa una condanna in contumacia da parte delle autorità russe. Il collega Guillou è stato invece colpito da pesanti sanzioni economiche personali da parte degli Stati Uniti, in seguito alle autorizzazioni emesse dalla CPI nei confronti di Benjamin Netanyahu per la guerra a Gaza.
La cerimonia è stata aperta dalla lettura di un messaggio inviato dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha voluto sottolineare il contributo che i due giudici “recano assiduamente alla causa della giustizia internazionale”.
“In un tempo segnato dalla fragilità degli equilibri internazionali – prosegue il messaggio del Capo dello Stato – le Corti internazionali rappresentano un presidio essenziale per la pace, la tutela dei diritti umani e la convivenza tra le Nazioni. La loro indipendenza è un pilastro fondamentale per la salvaguardia del multilateralismo e del diritto internazionale umanitario”.
Al coro di sostegno istituzionale si è unito il Commissario europeo per la Democrazia, la Giustizia e lo Stato di Diritto, Michael McGrath, che in un messaggio ufficiale ha definito le sanzioni USA contro il giudice Guillou “attacchi personali che colpiscono il cuore stesso dell’indipendenza giudiziaria”. “L’Unione Europea – ha ribadito il Commissario – è schierata a difesa della CPI e sta esplorando ogni strada possibile per salvaguardare le operazioni della Corte e proteggere i suoi magistrati dalle ritorsioni politiche”.
A fare gli onori di casa è stata la Rettrice dell’Ateneo, Tiziana Laureti, che ha evidenziato l’alto valore della CPI: “Rappresenta l’affermazione che nessuna responsabilità, per quanto complessa o alta sia la posizione di chi agisce, possa collocarsi al di fuori del diritto. L’Università degli Studi della Tuscia apre oggi le sue porte a due uomini che hanno dedicato la propria esistenza a qualcosa di cui tutti noi abbiamo bisogno e che troppo spesso diamo per scontato: la giustizia. Non è un’apertura soltanto simbolica, ma un atto che questa istituzione compie con la piena consapevolezza del suo significato, in una giornata che rinnova un impegno pubblico e condiviso per la legalità”.
Il professor Carlo Sotis, professore di Diritto Penale Unitus e promotore dell’evento, ha poi spiegato come il diritto penale internazionale si trovi oggi di fronte a un bivio storico: “Le pesanti e inedite sanzioni personali contro i magistrati della Corte dimostrano quanto l’indipendenza della giurisdizione globale sia sotto attacco. È urgente sviluppare nuovi anticorpi giuridici per proteggere chi ha il compito di giudicare i crimini più efferati e garantire che la giustizia internazionale non venga paralizzata dai veti e dalle ritorsioni della politica”.
Di fronte a un’aula magna gremita di rappresentanti istituzionali, docenti e studenti, il giudice Nicolas Guillou ha lanciato un monito, confermando la totale fermezza della Corte:
“Gli imperi stanno contrattaccando. Siamo stati l’obiettivo di attacchi informatici e operazioni di spionaggio; alcuni di noi sono destinatari di mandati di cattura o sottoposti a sanzioni economiche. Ma tutto ciò non ha scalfito la nostra determinazione nel fare giustizia. Restiamo saldi per le migliaia di vittime che ripongono la loro speranza nella giustizia penale internazionale. Restiamo saldi per le generazioni future, che avranno bisogno della Corte per proteggerle e per tracciare la rotta della giustizia universale di domani”.
Foto:da sinistra a destra: il prof. Carlo Sotis, la prof.ssa Ruggiero, i due giudici e il prorettore Daniele Canestrelli
Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato un messaggio.
“Il conferimento del Dottorato honoris causa ai giudici Rosario Aitala e Nicolas Guillou da parte dell’Università degli Studi della Tuscia – scrive Sergio Mattarella – rappresenta un riconoscimento significativo per il contributo che essi recano assiduamente alla causa della giustizia internazionale.
In un tempo segnato dalla fragilità degli equilibri internazionali, le corti internazionali rappresentano un presidio essenziale per la pace, la tutela dei diritti umani e la convivenza tra le nazioni.
La loro indipendenza – sottolinea il presidente della repubblica – è un pilastro fondamentale per la salvaguardia del multilateralismo e del diritto internazionale umanitario.
Con questo spirito, formulo a tutti voi gli auguri di buon lavoro”.

























