Roma, 05/02/2026 – Le associazioni e i comitati territoriali firmatari esprimono forte disappunto per le modalità con cui si sta svolgendo l’esame, presso la Camera dei Deputati, delle proposte di legge C. 1429 Bof, C. 2230 Bof, C. 2606 (approvata dal Senato) e C. 2529 Fabrizio Rossi, recanti delega al Governo per la revisione del Codice dei beni culturali e del paesaggio in materia di autorizzazione paesaggistica e pianificazione.
Queste proposte di legge, evidentemente richieste dalle società che fanno affari con le energie rinnovabili,rappresentano l’ennesima forzatura del codice dei beni culturali e del paesaggio (D. Lgs. 42/2004) per smantellare ogni residua tutela paesaggistica dei territori solo al fine di favorire le installazioni eoliche e fotovoltaiche.
Riteniamo grave che, in un passaggio legislativo di tale rilevanza, non siano state nemmeno invitate alle audizioni le associazioni ambientaliste che, tradizionalmente, si occupano di questi temi, né i comitati e le realtà territoriali direttamente coinvolte e maggiormente colpite dalla proliferazione degli impianti a fonti rinnovabili in assenza di ogni forma di pianificazione.
A fronte di tali esclusioni, invece viene audita l’ANEV, associazione che – pur formalmente riconosciuta dal MASE– rappresenta le aziende operanti nel settore eolico, portatrici di interessi economici diretti nella realizzazione ed esercizio degli impianti. Una rappresentanza che, per sua natura, non può essere considerata espressione
degli interessi generali, della tutela dell’ambiente, del paesaggio e delle comunità locali.
L’intento evidente è quello di approvare la legge in fretta e di nascosto tacitando ogni possibile voce di dissenso.In questo modo il confronto parlamentare ignora e umilia le posizioni di chi subisce quotidianamente gli effetti delle semplificazioni autorizzative senza nessuna pianificazione.
Il presidente della VIII Commissione ambiente Mauro Rotelli, che ha il suo collegio elettorale nella provincia di Viterbo, dovrebbe essere ben consapevole della devastazione ambientale e paesaggistica dei grandi progetti di fonti rinnovabili elettriche intermittenti già realizzati e in corso di autorizzazione nell’intera Tuscia così come, purtroppo, è già avvenuto in molte regioni del Sud.
Chiediamo, pertanto, al presidente Rotelli e a tutti i componenti della VIII Commissione Ambiente:
• di assicurare che il processo legislativo avvenga nel rispetto dei principi di partecipazione, trasparenza e tutela del paesaggio sanciti dalla Costituzione;
• di coinvolgere le istituzioni, le associazioni ambientaliste riconosciute e i comitati dei territori più impattati.
La transizione energetica non può realizzarsi sacrificando l’ambiente, il paesaggio, i beni culturali e gli interessi economici del territorio, né escludendo dal confronto democratico chi quei territori li vive, ci lavora e li difende.
Amici della Terra, Assotuscania, Italia Nostra Ravenna, Italia Nostra Toscana, TESS, Verde Tuscia

























