‘Aggiungi un sorriso a tavola’ Progetto di terza missione per ritrovare il gusto di vivere e stare insieme

C’è un momento, nella vita di chi affronta una malattia oncologica o un trauma al volto, in cui anche un gesto semplice come sorridere o sedersi a tavola diventa difficile. Da questa consapevolezza nasce ‘Aggiungi un sorriso a tavola‘, il progetto multidisciplinare di terza missione dell’Università di Roma La Sapienza pensato per restituire non solo una funzione, ma anche dignità, benessere e relazioni a persone che hanno vissuto un percorso di grande sofferenza.

 Presentata presso l’Aula Roberto Lala dell’Ordine dei Medici-chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Roma, l’iniziativa si rivolge a pazienti con problematiche oncologiche o traumatiche del volto e ha l’obiettivo di migliorare concretamente la loro qualità di vita attraverso un intervento integrato che unisce riabilitazione odontoiatrica, supporto nutrizionale e sostegno psicologico. Al centro del progetto c’è anche una profonda riflessione sul valore sociale del cibo e della convivialità, intesi come strumenti di inclusione, relazione e rinascita emotiva.

 ‘Come Ordine professionale- ha evidenziato la consigliera Cao, Commissione Albo Odontoiatri Omceo Roma, Arianna Patriarca- siamo ben lieti e molto orgogliosi di accogliere e sostenere il progetto ‘Aggiungi un sorriso a tavola’, perché per noi rappresenta in modo concreto cosa significhi oggi parlare di terza missione. Come Ordine professionale siamo molto vicini a realtà come queste, perché siamo qui per garantire sicuramente correttezza e competenza professionale, ma anche per sostenere e promuovere una medicina e un’odontoiatria che siano sempre più etiche, inclusive e, soprattutto, umanizzate’.

 ‘Questo progetto- ha inoltre detto- nasce da una presupposto molto semplice ma spesso dimenticato: la cura non coincide solo con il trattamento della malattia. Nei pazienti oncologici, nei pazienti traumatizzati, nei pazienti affetti da deformità del distretto testa-collo la perdita della funzione orale non è solo un problema clinico, ma incide anche molto sulla vita privata, sul carattere, sulle relazioni sociali, interpersonali, ma soprattutto su un atto che dovrebbe essere normale, ovvero la condivisione di un pasto. È per questo che noi, come Ordine dei medici, non possiamo non essere vicini a realtà come queste che, purtroppo, sono sempre più diffuse’.

 ‘Come Ordine professionale- ha concluso Arianna Patriarca- voglio trasmettere un messaggio molto importante, ovvero quello di sostenere una sanità che cura, una sanità che accompagna, ma sicuramente una sanità che non lascia indietro nessuno. E questo progetto lo rappresenta totalmente’.

 ‘Aggiungi un sorriso a tavola’ mette in rete competenze diverse, dagli odontoiatri agli psicologi, dagli oncologi ai nutrizionisti e altri specialisti, per costruire un percorso completo e personalizzato, capace di affrontare i disagi funzionali, estetici e psicologici spesso legati alla perdita dei denti e alle conseguenze delle terapie o dei traumi. In concreto, il progetto punta alla riabilitazione della funzione orale attraverso protesi e impianti, al miglioramento della qualità della vita grazie all’educazione alimentare e al supporto psicologico e alla valorizzazione del cibo e della condivisione come momenti fondamentali di socialità e benessere.

 ‘Aggiungi un sorriso a tavola’ conferma dunque l’impegno della Sapienza nel tradurre la ricerca e la competenza scientifica in un impatto concreto sulla vita delle persone.

 Al centro dell’evento la gestione odontoiatrica dei pazienti oncologici e il ruolo del patologo orale, la chirurgia maxillo-facciale e il recupero funzionale del distretto oro-facciale (dall’intervento alla riabilitazione multidisciplinare).

 E ancora: il ruolo dell’oncologo e del radioterapista nella gestione integrata dei tumori oro-facciali (trattamento, tossicità e riabilitazione). Si è poi discusso di riabilitazione implanto-protesica nei pazienti con danni oro-facciali: tra recupero funzionale, armonia estetica e complessità clinica.

 Gli esperti si sono soffermati anche sull’approccio nutrizionale integrato nel trattamento del paziente con danni al distretto oro-facciale, ponendo l’accento su nutrizione clinica e riabilitazione oro-facciale (dalla fase acuta al recupero funzionale), per chiudere con gli aspetti psicologici nella presa in carico del paziente con danni al distretto oro-facciale: esperienze cliniche e prospettive di intervento.

 ‘I progetti di terza missione- ha spiegato all’agenzia Dire Edoardo Brauner, docente presso il Dipartimento di Scienze Odontostomatologiche e Maxillo Facciali all’Università di Roma La Sapienza- sono progetti in cui l’ateneo interagisce con il mondo che lo circonda per apportare miglioramenti alla popolazione. Il progetto di terza missione ‘Aggiungi un sorriso a tavola’ ha lo scopo di occuparsi delle problematiche dei pazienti oncologici malformati e traumatizzati del distretto della testa e del collo e di migliorare la loro qualità di vita attraverso un’attenzione verso problematiche nutrizionali e psicologiche e quindi anche attraverso la possibilità di portare questi pazienti in cucina, cucinare con loro, preparare con loro le pietanze che possono essere in grado di mangiare, viste le grosse complicanze che hanno nella funzione masticatoria. In questo progetto riabiliteremo gratuitamente un numero di pazienti in base al budget che abbiamo a disposizione e li analizzeremo dal punto di vista psicologico e daremo loro una valutazione addizionale proprio per migliorare la loro qualità di vita’.

 ‘Il progetto- ha proseguito- ha la durata di 18 mesi e gli attori coinvolti sono il nostro Dipartimento di Scienze Odontostomatologiche e Maxillo Facciali, il Dipartimento di Psicologia, il Dipartimento di Scienze Nutrizionali, il Dipartimento di Radiologia e poi, ovviamente, tutte le numerose figure coinvolte all’interno e all’esterno dell’Università, come ad esempio il secondo municipio di Roma, la Asl Roma 1 e tutta una serie di associazioni di pazienti che si occuperanno di aiutarci il più possibile ad arrivare a queste persone’.

 Edoardo Brauner traccia poi l‘identikit del paziente che fa parte del progetto. ‘Da oltre 20 anni- le sue parole- ci occupiamo di pazienti oncologici, malformati, traumatizzati e gravemente atrofici del distretto oro-cranio-facciale: si tratta di pazienti che hanno dismorfismi facciali, alterazioni occlusali e difficoltà a vivere la loro socialità. Sono pazienti che non vanno a cena fuori con gli amici, che non vogliono cenare a tavola con i loro familiari: il nostro obiettivo è proprio quello di cercare di ridurre il loro isolamento, di includerli all’interno delle nostre scelte sanitarie e di aiutarli nella loro compagine familiare e più personale, per far vedere loro che ci sono più persone che vivono le loro stesse condizioni’.

 ‘Il nostro contributo- ha aggiunto Umberto Romeo, docente di Patologia Speciale Odontostomatologica presso l’Università Sapienza e direttore del Dipartimento di Scienze Odontostomatologiche e Maxillo Facciali- è legato al fatto che ‘Aggiungi un sorriso a tavola’ è un progetto di terza missione, un qualcosa su cui puntiamo da anni, perché spesso la figura dell’universitario, in questo caso del docente di Sapienza, è quella che si dedica alla ricerca e alla didattica. Ma c’è anche questa terza missione, ovvero affacciarsi al mondo civile portando iniziative interne all’Università verso il cittadino. E questo progetto si inserisce perfettamente all’interno di questo percorso’.

 Un progetto caratterizzato anche da un risvolto clinico molto importante verso i pazienti fragili, i pazienti oncologici. ‘Come responsabile dell’Unità operativa di chirurgia orale e come ambulatorio MoMax- ha sottolineato Romeo- il contributo è quello di determinare e aiutare il paziente a gestire le problematiche successive all’intervento chirurgico oncologico che possono inquadrarsi all’interno del cavo orale e coinvolgere non solo le strutture dentarie ma anche le mucose orali. Il fatto che esistano Unità operative che si occupano di questi pazienti anche nel post chirurgico rappresenta un valore aggiunto, soprattutto perché gli consente di migliorare la loro alimentazione e la loro dieta. E tutto questo si ricollega al progetto ‘Aggiungi un sorriso a tavola”.

 

 

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