Festival Medioera, grande partecipazione per il libro di Riccardo Luna: “Paura e rabbia dominano gli algoritmi”

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Grande partecipazione di pubblico giovedì 22 gennaio per la 17ma edizione del Festival Medioera, andata in scena con la presentazione del libro “Qualcosa è andato storto” di Riccardo Luna, edito da Solferino e attualmente ai vertici delle classifiche nazionali. L’evento si è tenuto allo Spazio Attivo Lazio Innova di Viterbo, confermandosi come un momento di confronto vivo e sentito sui grandi temi dell’innovazione tecnologica e del suo impatto sulla società contemporanea.

Dopo i saluti di Mauro Rotelli e del direttore arstico del festival, Massimiliano Capo, a dialogare con l’autore è stato Filippo Rossi. Al centro della discussione, i nodi critici affrontati nel libro di Luna: il ruolo dei social network, l’evoluzione degli algoritmi, il rapporto tra tecnologia, informazione e democrazia, e le conseguenze culturali e sociali di un’innovazione spesso accettata senza un adeguato spirito critico.

Nel corso della presentazione, Riccardo Luna si è soffermato a lungo anche sulle domande del pubblico, dimostrando grande disponibilità al confronto e registrando un interesse diffuso e partecipato. Un dialogo diretto, che ha arricchito ulteriormente il dibattito e confermato la centralità di questi temi nel sentire collettivo.

Tra i passaggi più significativi del suo intervento, Luna ha sottolineato come “paura e rabbia siano le due emozioni che i social hanno cavalcato da subito” e come oggi “gli algoritmi finiscano per privilegiare proprio quei contenuti”. Da qui la necessità, secondo l’autore, di ripensare alcuni pilastri fondamentali della formazione: “Dobbiamo ripensare la scuola: forse servono meno nozioni e più dibattito, più confronto”. Un appello che si estende anche alla politica, chiamata a un’assunzione di responsabilità condivisa: “I politici dovrebbero mettere da parte le divisioni e sedersi a un tavolo per rivedere insieme i piani della formazione scolastica”.

Con questo primo appuntamento, Medioera ha ribadito il proprio ruolo di spazio di analisi e discussione critica sull’innovazione, confermando la vocazione del festival a non limitarsi a raccontare il cambiamento tecnologico, ma a interpretarlo, mettendone in luce opportunità, rischi e implicazioni per il futuro delle comunità e delle istituzioni.

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