“Il funerale del Cinema Olympia: tra slogan celebrativi e totale immobilismo”. Questo l’incipit del comunicato redatto dalle consigliere di minoranza al Comune di Acquapendente Federica Friggi e Domitilla Agostini che prosegue: “Il 25 agosto 2025 il Cinema Olympia di Acquapendente ha compiuto 100 anni. Un secolo di storia che avrebbe meritato un cinema aperto. Invece, l’Olympia è chiuso dall’aprile 2024. Nel giorno del centenario, nessuna proiezione, nessun segnale di rilancio. Solo porte chiuse e silenzio. Una situazione che avevamo già denunciato pubblicamente il 5 settembre 2025, parlando apertamente di immobilismo amministrativo. Eppure, a distanza di mesi, il 27 dicembre, l’Amministrazione comunale ha annunciato: ‘Vi aspettiamo sabato 27 dicembre per un viaggio nel tempo tra ricordi, cultura e cinema per festeggiare i 100 anni del Cinema Olympia’. Un annuncio che suona come una beffa. Perché mentre si parlava di ‘viaggio nel tempo’, il Cinema Olympia restava chiuso. Mentre si evocavano ‘ricordi e cultura’, mancava — e manca tuttora — qualsiasi atto concreto per la riapertura della sala. Mentre si celebrava simbolicamente un anniversario, nulla è stato fatto nei fatti per restituire il cinema alla città”.
“È qui che emerge la contraddizione più evidente – rimarcano le due consigliere di minoranza -: da una parte la retorica delle celebrazioni, dall’altra l’assenza totale di una strategia, di un progetto e di una reale volontà politica per il futuro del Cinema Olympia. In questo vuoto di visione si inserisce la scelta dell’Amministrazione di affidare la gestione dell’Olympia all’ArcheoClub, che ringraziamo sinceramente per la disponibilità e per l’impegno nel tentativo di mantenere vivo uno spazio culturale così importante. Tuttavia, va detto con chiarezza: questa decisione sancisce di fatto la fine del Cinema Olympia come sala cinematografica. Il progetto prospettato non prevede una programmazione cinematografica continuativa, ma la trasformazione della sala in uno spazio polifunzionale e convegnistico, con proiezioni sporadiche di film non di cartello o d’essai. Senza togliere nulla al valore dell’ArcheoClub e al ruolo fondamentale delle associazioni culturali, riteniamo che un cinema storico come l’Olympia debba essere affidato a professionisti del settore cinematografico”.
“Una gestione competente e specializzata consentirebbe una programmazione stabile suggeriscono Friggi e Agodtini -, un dialogo con i circuiti di distribuzione, l’accesso a fondi e reti nazionali e una reale sostenibilità nel tempo. La scelta attuale appare invece come una soluzione di ripiego, che rinuncia a una visione strategica e abbassa le ambizioni culturali della città. A settembre abbiamo presentato un’interrogazione ufficiale per conoscere le reali intenzioni dell’Amministrazione. Siamo ancora in attesa di una risposta. Il Cinema Olympia non ha bisogno di slogan o commemorazioni tardive. Ha bisogno di decisioni, responsabilità e coraggio politico. Gli aquesiani meritano risposte. E meritano un cinema aperto”.






















