Influenza, Patrizi (OMCEO ROMA):Nel Lazio 15 casi ogni mille assistiti

“Abbiamo l’aggiornamento della circolazione influenzale in Italia, che viene attentamente monitorato dal sistema InfluNet dell’Istituto superiore di sanità. I dati sono aggiornati alla prima settimana di gennaio del 2026, sono quelli del 9 gennaio. In questa settimana potrebbero però essere sottostimati a causa della chiusura delle scuole, che hanno riaperto subito dopo il 7 gennaio. Al momento abbiamo una curva in leggero calo e nella regione Lazio i casi sono sostanzialmente intorno ai 14/15 ogni 1000 assistiti”. Lo evidenzia all’agenzia Dire il segretario dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Roma, Cristina Patrizi.

 “Complessivamente- prosegue- il dato sulla stagione influenzale ha un grande impatto sanitario sul lavoro della medicina territoriale, che ha fronteggiato un numero molto elevato di complicanze caratterizzate da numerose polmoniti virali molto significative, anche nella popolazione giovanile”.

 L’esponente dell’Omceo della Capitale afferma inoltre che da molti recenti studi in letteratura sta emergendo che “la vaccinazione antinfluenzale è risultata molto utile proprio nel prevenire forme complicate influenzali. Per forme complicate non si intende la tosse che persiste ancora dopo sette giorni, perché il sintomo della tosse e della congestione, purtroppo la forma influenzale, in particolare quella di quest’anno da H3N2 che ha circolato maggiormente nella sua variante K, comporta un’irritazione delle prime vie aeree che stenta a passare. Pur essendo fastidiosi, questi sintomi minori pur persistenti non devono di ore se allarmare devono circolare. E per uscirne fuori e ritornare a quella che viene definita la ‘Restitutio ad integrum’, ovvero la guarigione completa, ci vogliono almeno dieci giorni”.

“Tutto questo, unito a un’evoluzione in forme polmonari che richiedono un trattamento diverso- dichiara ancora Patrizi- ha comportato un over accesso in tutti gli studi dei Medici di famiglia e le postazioni operative della Regione Lazio in cui la medicina generale è impegnata tutti i giorni festivi e prefestivi dell’anno, con numerosi ambulatori aperti, i cosiddetti ‘Ambufest’, ambulatori di cure primarie che hanno ricevuto e smaltito un carico di lavoro enorme, nell’ordine di migliaia di accessi. Un lavoro di cui, forse, si è parlato troppo poco”.

 Per i medici, dunque, si è trattato di fare fronte a un vero e proprio sovraccarico. “Ci sono state situazioni nelle quali gli ambulatori hanno dovuto rafforzare il numero di personale medico in servizio- rende noto il segretario dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Roma- perché le persone in attesa erano davvero numerose, anche per esigenze minori: dalla certificazione di malattia alla tosse che persiste fino alle modalità di utilizzo dell’antibiotico”.

 “Anche quest’anno, però, stiamo fronteggiando bene questa emergenza. Così come accaduto nelle curve influenzali degli anni precedenti, è possibile che nella nella settimana successiva si abbia un piccolo rialzo, dovuto anche agli sbalzi di temperatura. Ma- conclude Patrizi- la rete della sorveglianza e del controllo da parte della medicina generale sul territorio è stata veramente di grande valore e come Ordine dei medici ci teniamo a sottolinearlo”.

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