Sisma devastante tra Turchia e Siria

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Un terremoto di magnitudo 7.9 ha colpito nella notte tra il 5 e il 6 febbraio la Turchia. L’epicentro del sisma, il più violento in Turchia dal 1999 a oggi ( il presidente Erdogan parla del “più grande disastro dopo il terremoto di Erzincan del 1939“), è stato registrato nel sud-est del Paese, al confine con la Siria, anch’essa duramente colpita nella regione nord, con Aleppo, già martoriata dal prolungato stato di guerra, che conta decine di edifici crollati. Alto il  bilancio delle vittime, provvisoriamente fissato a circa 23 mila morti (  milioni di feriti e dispersi), putroppo il dato continua a salire di ora in ora.Il terremoto ha coinvolto 23 milioni di persone. Ad Ankara cresce la protesta per le case troppo fragili. C’è un italiano fra i dispersi Corsa contro il tempo per i sopravvissuti in Turchia e Siria. Oltre settemila le vittime. Aiuti da tutto il mondo Sono migliaia gli edifici danneggiat

Ingente il danno sul patrimonio artistico, l’antico castello di Gaziantep,  patrimonio mondiale dell’Unesco, sopravvissuto indenne a secoli di storia (e terremoti) e ora ridotto a un cumulo di macerie.Il castello di di Gaziantep DI epoca romana venne costruito tra il II e III secolo sulle fondamenta di una precedente fortezza ittita, sulla sommità di una collina in posizione dominante sul centro della città, a segnalare la portata dell’evento sismico. Con l’ultima ristrutturazione, legata all’impero di Giustiniano (tra il 527 e il 565 d.C), il Gaziantep Kalesi aveva assunto le sembianze attuali, conservando per oltre duemila anni le possenti mura perimetrali, lunghe oltre un chilometro e scandite da dodici torri, a protezione del nucleo centrale. Di tanta bellezza rimane un cumulo di macerie

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