RACCONTI BREVI/Meccanismi

autostrada

Nel locale decine di voci si mescolano fra di loro. Lui e lei su degli sgabelli bevono; lei una birra, lui un negroni. La ragazza ricordava diverso il volto di lui alla festa, lo trova più scavato, cupo. Le porge un pacchetto di sigarette: << Te lo dovevo >>, lo scarta subito: << Andiamo fuori >>. Contraggono le spalle dal freddo, altre voci insieme alle loro distribuite sul marciapiede fuori dal locale discutono di passatempi o di piccoli disastri emotivi, oppure si domandano “come stai?“ mentre scorrono la home di qualche social: << Com’è che ti chiamavi? >>, storce il naso assumendo una posa buffa: << Rachele, tu? >> butta la sigaretta a terra, la frantuma con la punta della scarpa sparpagliandone i resti sull’asfalto: << Ti porto a casa, tra un paio d’ore ho il turno di notte >>.

La notte è rischiarata appena dai fari, sul sedile del passeggero la guarda mangiucchiarsi la nocca del pollice. Butta gli occhi sulla strada, mette gli abbaglianti:
<< A che pensi? >>
<< O sei un infermiere, o lavori al casello dell’autostrada >>
<< Ce ne sono anche altri di lavori in cui si lavora di notte >>
<< Mi sono venuti in mente questi >>
<< Potrei portare il tram, non mi dispiacerebbe >>
<< Quindi, cosa fai? >>
<< Il rifinitore in fabbrica >>
<< Cioè? >>
<< Controllo che il prodotto non abbia imperfezioni, e nel caso ce ne siano le correggo prima dell’imballaggio >>
<< E ti piace? >>

Sulla corsia d’emergenza un auto con le quattro frecce azionate emana fumo da ogni spiffero. Intravedono un uomo con i gomiti quasi che sprofondano sul cofano. Il ragazzo accosta, lei con una mano stringe forte il pacchetto. Prima di scendere le dice di chiamare l’ambulanza. Il conducente gli sembra distrutto: << Perché? Perché? >> ripete. Poggia una mano sulla schiena sudata dell’uomo: << Cerchi di calmarsi, abbiamo chiamato un’ambulanza >>, l’uomo comincia ad ansimare, lui prova a fingersi esperto, a sparare stronzate per rassicurarlo: << Lei non si è fatto niente, stia tranquillo, alla macchina penserà l’assicurazione>>. Toglie i gomiti dal cofano, tira su un lembo del maglione dove una macchia di sangue va espandendosi sul bianco della maglietta: << Non si agiti, non è più grave di quanto sembri, l’ambulanza arriverà a momenti ma potrebbe perdere i sensi. È un meccanismo di difesa del corpo, sono le endorfine, niente di anormale >>. Piano piano lo vede più tranquillo, anche se lo sa, l’uomo, che gli sta parlando a vanvera, ma forse si sta dicendo la stessa cosa che, sotto sotto, pensa anche il ragazzo; quando il dolore ti viene a corteggiare, abbiamo bisogno di storie per reagirgli.

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