RACCONTI BREVI /L’altra metà

Nebbia

Butta il preservativo fuori dal finestrino. La ragazza seduta accanto a lui non ha detto una parola da quando è salita in macchina. Pelle chiara, occhi che fanno guardare subito verso paesi dove prima le dittature avevano il potere di spostare le lancette dell’orologio a loro piacimento. Ha un blocknotes blu nella borsa. Su quelle pagine ci sono conti da pagare che non smettono di accumularsi, numeri di telefono e appuntamenti. Svende la propria carne a chiunque se la possa permettere, i sedili delle macchine sono diventati un luogo di lavoro in continua mutazione. Tira su le calze di pizzo nere stando attenta a non sgualcirle, ha ancora cinque ore di lavoro davanti. Lui, l’uomo che sta annodando una cravatta che lei guarda in maniera disgustata ha ancora pantaloni e mutande calate. Le accarezza il biondo platino con la pioggia pronta a scendere, qualche cicatrice le ricopre un polso sottile come una maniglia. 

Finiscono di rivestirsi, la ragazza sporta in direzione dello specchietto retrovisore passa il rossetto scuro senza uscire mai dai bordi delle labbra

<< Fanno cinquanta, tu no chiedere sconto anche stavolta anche se tu cliente abituale che fa regali che luccicano. Mi piacciono cose che tu regali che luccicano>>. Le porge la banconota stretta fra due dita, la prende e la infila nell’agenda

<< La settimana prossima ti porto in quel ristorante che ti dicevo l’altra volta. Dicono che facciano l’aragosta in agrodolce. L’hai mai assaggiata l’aragosta? >>

<< No. Discount sotto casa non vende questo>>. Sistema la fede che aveva lasciato nella tasca interna della giacca

<< Perché sposato se tu venire spesso?>>

<< Perché un uomo una moglie la vorrebbe solo per metà giornata>>. 

<< Non capire>>. 

<< Fa niente, tu però non ti sposare che magari una sera te lo ritrovi con una delle tue colleghe>>.

<<Avuto marito in paese dove io nata, morto tempo fa, per questo io venuta Italia. Lavoravo in negozio dove gente prendeva e riportava film. Anche con donne e uomini che facevano sesso. Proprietario detto me di provare a fare film nuda, diceva di vedere grande futuro per me>>.

<< E come mai hai accettato? >>

<< Proprietario promesso me tanti soldi. Amico di proprietario regista film donne nude. Fatto sesso di prova con lui prima volta, piaceva molto quello che mia bocca sapeva fare>>.

<< Siamo in due>>.

<< Dove porti me adesso. >>

<< A casa. Ho già fatto troppo tardi. Devo tornare da mia moglie>>.

<< Perché tu non lascia lei? >>

<< Perché c’è ancora quella metà della giornata in cui la preferisco a tutte le altre donne che incontro. >> 

<< No abbastanza se tu altra metà giornata venire qui. >> 

<< Ridimmi un po’ dove abiti, me lo dimentico sempre. >>

<< Niente giro macchina lungomare? Inverno perfetto per vedere mare. >>

<< Ma tu quanti anni hai? >>

<< Dvadtsat’ chetyre. >>

<< Che lingua è? >>

<< Tu scusare me. Venti e sei>>. Il quadrante della macchina segna una mezzanotte passata da un po’ 

<< Cazzo! Dobbiamo andare. >> 

LEGGI I RACCONTI PRECEDENTI

SEGUI IL blog CEROTTI AL SOLE

COMMENTA SU FACEBOOK
CONDIVIDI