LIFE/Elisa Scorsini: Israele, una terra attraverso una lente

Molte persone hanno vissuto sul mio suolo, molti ho visto nascere e morire, ho udito lingue dai suoni diversi, mi hanno calpestato, distrutto e ricostruito. Tutto il mondo parla dei due popoli che mi abitano, delle guerre che combattono, dei diritti e dei doveri che spettano all’uno e all’altro e, per risolvere la situazione spesso sparano razzi e fanno scorrere sangue. Nessuno ha mai pensato di interpellarmi direttamente e che forse, quella che ha più voce in capitolo di tutti in realtà sono io: Israele. Sì, proprio io, la terra. Gli uomini molte volte dimenticano ciò che è proprio lì, sotto il loro naso o sopra le loro teste; gli fa comodo ignorarmi e far finta di non vedermi, ma è a me che poi devono render conto! Mi dividono e uniscono a loro piacere nel bel mezzo di riunioni- come dicono loro “diplomatiche”-già da parecchio tempo, senza consultare né me né tanto meno chi mi abita. Dal 1948 sono diventata uno Stato, che parolone! Da quello che ho capito io, in questo modo posso avere una rappresentanza politica nel mondo e poter essere “considerata”: ciò non è per niente vero perchè la mia situazione è molto particolare. Gli arabi o palestinesi mi abitavano già da tempo, ma dopo il fenomeno della Shoah, il mondo per “rimediare” al dolore inflitto al popolo ebraico che da millenni mi considera la sua terra promessa, ha pensato bene di farli ritornare tutti da me; e così ospitavo musulmani ed ebrei, che mai hanno provano una particolare simpatia reciproca. Le cose per ora sono messe in questo modo: io al centro con gli ebrei richiamati dal fenomeno del sionismo da tutto il mondo e, la Cisgiordania e la striscia di Gaza a fianco dei palestinesi mandati via dalla mia regione ed indignati, poiché non vogliono rinunciare al mio suolo; infatti nessuno tra i paesi arabi mi considera o mi riconosce, ecco perchè lanciano missili e razzi. Quando potrò aver un po’ di pace? Sarà che io gli uomini proprio non li capisco! Ma guarda un po’: tutto questo per il fatto che l’uomo non mi rispetta; è arrivato dopo di me e si comporta come padrone! Non è per niente gentile da parte sua! Alcuni di loro però mi piacciono, non pensano a distruggere ma più che altro a costruire, ed hanno trovato un modo molto originale per raccontare la mia storia e quella del mio popolo, tramite quello che chiamano “cinema” e “teatro”, ma anche grazie ad un altro strano strumento, la fotografia; raccontano senza parole, per mezzo di immagini; comunicano attraverso il pensiero, ecco a proposito, l’arte del pensiero è molto raffinata , conosciuta purtroppo da pochi che spesso non sanno nemmeno dove sia di casa.

*Elisa Scorsini, studia al liceo Colasanti di Civita Castellana. Questo è il testo (che noi pubblicheremo diviso in 6 puntate)  con cui ha partecipato al concorso: “Alla scoperta d’Israele” nel quale i partecipanti attraverso una tematica a scelta (economia, storia e letteratura..) dovevano “interpretare” la realtà di questo popolo e Paese. 

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