La splendida Sala Regia di Palazzo dei Priori è gremita. Sold out. Nel pomeriggio si ricorda la figura e il percorso politico di uno dei più illustri figli di Viterbo. Anzi di Pianoscarano, il centro del centro della città, dove nel lontano 1 marzo 1932 nacque Luigi Petroselli, il sindaco probabilmente più amato della Roma moderna e che comunque nella storia recente della capitale ha lasciato un segno incancellabile. Un segno che nello svolgimento del convegno non riserva alcun alone politico, come plasticamente sta a dimostrare la presenza di un pubblico bipartisan che affolla il padiglione più bello del palazzo di città. C’è la rappresentanza di sinistra e quella di destra; personalità di ieri (quattro sindaci accomodati in platea) e di oggi; familiari, come la nipote del “sindaco etrusco” Danila Corbucci, autorità civili e militari, semplici cittadini, che di Luigi Petroselli vogliono conoscere e sapere al di là della narrazione politica più o meno recente, più o meno strumentale. Il ricordo esce nitido, interessante, finalmente asettico, come del resto auspicato dall’amministrazione comunale che a Luigi ha voluto dedicare un’ala del museo dei Portici, con lo scoprimento di una targa e l’apertura di una mostra. “Non lo abbiamo fatto a caso, ma in questo modo abbiamo voluto riportare il sindaco nella sua città”, ha sottolineato la prima cittadina di Viterbo, Chiara Frontini aprendo il convegno al quale hanno presenziato, tra gli altri, la consigliera regionale Alessandra Troncarelli, la presidente della Fondazione Vulci Laura Allegrini, il vicario della Forania di Viterbo don Flavio Valeri, il presidente del sodalizio dei Facchini di Santa Rosa Massimo Mecarini, il senatore Ugo Sposetti, l’assessore agli Spazi Urbani del Comune di Viterbo Emanuele Aronne. Messaggi dall’attuale sindaco della Capitale Roberto Gualtieri e dall’ex Ignazio Marino. Un minuto di silenzio per la scomparsa dello storico sindaco di Bolsena, Luciano Dottarelli. “Luigi Petroselli apparteneva a tutti, è la memoria collettiva di questa città”, ha ricordato non a caso in apertura Daniele Camilli, eccellente “regista” del convegno. Ovviamente, il ricordo dell’uomo e del politico è stato il fil rouge del convegno. “Un personaggio – ha osservato ancora la sindaca Frontini – che ha dimostrato concretamente come un amministratore non attraversa semplicemente la città, ma nella città resta”. “Un sindaco – ha rilevato Alessandra Troncarelli – trasversale”. “Uomo umile, del dialogo. E questa di oggi non è una festa di partito, ma della democrazia”, secondo Laura Allegrini. “Ha fatto politica sempre con passione con il coraggio di chi guarda lontano”, per la nipote Danila. Don Flavio Valeri ha ricordato i trascorsi di Luigi come seminarista e l’amicizia con don Angelo Massi, primo parroco del quartiere Pilastro.”Don Angelo uomo di destra che giocava come ala sinistra e Luigi, uomo di sinistra che giocava come ala destra”. “Amava Viterbo” ha rimarcato Ugo Sposetti, ripercorrendo le tappe della vita politica di Petroselli. Che – ha precisato – è stata sintetizzata con felice intuizione proprio nel titolo del convegno di oggi: “Le cose fondamentali – Viterbo, dove nasce una storia politica”.

La Mostra al Museo dei Portici


























