Il 20 settembre scorso ha preso il via la 15ma edizione del Festival Cerealia, che si protrarrà fino al 31 ottobre prossimo. Ancora un mese per vivere questo evento che coinvolge varie regioni in tutt’Italia: Lazio, Molise, Piemonte, Puglia, Sicilia, Calabria, Lombardia, Emilia-Romagna, Sardegna e Basilicata.
Un viaggio, fino alla fine di ottobre, per scoprire bellezze, beni monumentali e tradizioni ancestrali.
Con uno sguardo rivolto, però, anche alla contemporaneità. “Sapori e saperi del Mediterraneo: per un cibo sostenibile tra tradizione, innovazione e inclusione”. Danza, musica, spettacolo, enogastronomia, per “spettacolizzare e rendere più fruibile e accessibile il patrimonio culturale e demo-etnoantropologico nostrano. Con in più la novità che quest’anno il Festival ha un risvolto internazionale, in quanto è dedicato a “La cooperazione e lo scambio culturale tra Italia, Africa Mediterranea e Medio Oriente”.
Dunque una manifestazione doppiamente “impegnata”.
Venendo alla Tuscia, l’appuntamento è per domenica 5 ottobre, dalle ore 15.30 alle ore 18.30.
Il titolo dell’iniziativa Vetralla: dal bosco di Macchia delle Valli al tempio di Demetra già introduce nella dimensione suggestiva di un luogo peculiare e di uno dei monumenti più suggestivi della Tuscia (ovvero il santuario con tempio dedicato a Demetra).
L’evento organizzato nell’ambito della 15ma edizione di Cerealia dalla Soprintendenza ABAP per la Provincia di Viterbo e per l’Etruria Meridionale, in collaborazione con l’associazione culturale “Music Theatre International – M.Th.I. ETS”, il Comune di Vetralla e l’associazione “La Lestra” di Tarquinia, si svolgerà a partire dalle ore 15:30 con la visita al bosco di Macchia delle Valli fino ad arrivare al santuario di Demetra.
I funzionari della Soprintendenza ABAP spiegheranno le vicende della scoperta e illustreranno il valore storico, archeologico e paesaggistico dell’area di Macchia delle Valli e del Santuario. Quest’ultimo, rinvenuto nel 2006, è stato indagato e riportato alla luce ad opera della Soprintendenza e la sua ricostruzione immersiva è al Museo della Rocca Albornoz di Viterbo. Lì, in una saletta dedicata, sono esposti i reperti nella riproduzione al vero del sacello, e raccontata in un video la scoperta.
Il sito archeologico è immerso (nel cuore della Selva Cimina) nel bosco di Macchia delle Valli nei pressi di un’antica fonte d’acqua (sorgente vitale sempre presente dove c’è una presenza umana attiva che ne fa la base di un vero e proprio rito cultuale). Il luogo ovviamente anche per questo è stato considerato di particolare interesse culturale. Probabilmente è stato frequentato fin dall’antichità, come attestato dalla presenza della viabilità antica, del santuario e da una serie di canalizzazioni e vasche utili alla raccolta dell’acqua. E per tale motivo l’intervento di salvaguardia, tutela e valorizzazione del sito da parte della Soprintendenza è stato più incisivo.
Verrà presentato il progetto PNRR Caput Mundi della Soprintendenza che prevede la valorizzazione di due importanti aree archeologiche quella di Grotta Porcina e quella del santuario di Demetra. Proprio nell’area del santuario verranno effettuati i lavori di completamento del restauro delle strutture archeologiche ed altri interventi volti al miglioramento della valorizzazione finalizzati ad una fruizione più ampia, attraverso la realizzazione di nuovi percorsi, migliorando l’accessibilità a più tipologie di utenza e al miglioramento dell’apparato didattico e comunicativo. Il santuario rupestre con tempietto di Demetra sarà interessato inoltre dal completamento dello scavo archeologico.
Tuttavia non ci si limiterà alla visita guidata.
L’escursione sarà un’occasione per immergersi nel culto ormai secolare così peculiare di Demetra e Persefone. Il femminicidio raccontato al santuario di: Demetra, attraverso una teatralizzazione del testo drammatico Donne Perse(phone) di Annalisa Venditti; con: Marisa Giampietro (nel ruolo di Demetra), Giuseppina Carfora (che interpreta Persefone), Gherardo Dino Ruggiero (nei panni di Ade), Paola Sarcina (‘in arte’ corifeo). Un viaggio ‘dentro il mito’, in una località così suggestiva e importante. Un evento impegnato, ed ecco allora un teatro altrettanto impegnato, moderno e contemporaneo, ad animarlo.
Ma, prima di addentraci nel racconto leggendario e mitologico di tale mito appunto, una precisazione sull’intitolazione: Donne Perse(phone); ovvero storie e tragedie di donne, vittime della violenza e della brutalità degli uomini e Perse(phone): phone, dal greco suono. Per dar voce, attraverso una rilettura in chiave contemporanea del mito, a tutte le donne vittime di violenza di genere. E poi c’è l’alternarsi delle stagioni. Due donne: Demetra, dea delle messi, e sua figlia Persefone, rapita da Ade. Due condizioni antipodiche, ma parallele e quasi speculari, che si verificano: se sono insieme c‘è il fiorire della natura che germoglia e dà ricchi frutti. Al contrario, quando la fanciulla è agli inferi con il suo sposo, la natura diventa sterile, e ci si addentra nel più cupo inverno.
Non resta che godersi lo spettacolo per riflettere e ammirare le bellezze archeologiche per comprendere la maestosità e l’intramontabilità del mito.
Per prenotarsi alla visita: contattare il numero telefonico: 329 8004420 o l’altro su WhtasApp 25019692.
Come raggiungere il santuario da Roma: prendere la SR2 Cassia verso Viterbo; dopo aver superato Capranica e la frazione la Botte di Vetralla; subito dopo il passaggio a livello girare a sinistra e prendere la “strada Corneto”; al semaforo girare a sinistra e prendere via Fossogrande; continuare su “strada delle Valli”; al semaforo girare a sinistra e prendere Strada Provinciale 41; dopo poco troverete sulla destra l’ingresso al bosco.


























