La surreale ironia di Valerio Lundini contro cliché e luoghi comuni in “Il mansplaining spiegato a mia figlia”.All’Unione è sold out

di Sara Grassotti

Valerio Lundini-Teatro dell'Unione

Dopo aver collezionato successi per tre anni nei principali teatri italiani, Valerio Lundini ha riempito anche il Teatro dell’Unione di Viterbo, dove la sera di domenica 3 maggio ha portato in scena il suo show “Il mansplaining spiegato a mia figlia”, presto in tour europeo prodotto da Do7 Factory.

Noto al pubblico televisivo grazie al programma “Una pezza di Lundini” trasmesso da Rai 2, Lundini scrive e interpreta uno spettacolo che non si ferma solo ad analizzare alcuni paradossi contemporanei, ma li smonta a uno a uno a suon di sketch con la sua satira sorniona e dissacrante, dove il nonsense suggerisce alternative imprevedibili a convenzioni e stereotipi.

Giochi di parole, effetti multimediali e canzoni suonate al pianoforte, sul palco, diventano strumenti efficaci per entrare in empatia con gli spettatori e sdrammatizzare i più diversi luoghi comuni: dalla rigidità dei campanilismi nostrani, alla vuota autoreferenzialità dominante in certi ambienti culturali, passando per la derisione sarcastica della figura dell’hater medio in cui chiunque si può imbattere sui social e, non ultima, la sublimazione puritana dell’amore a scapito dell’erotismo.

Con uno humor apparentemente sobrio ma profondamente caustico, per oltre un’ora e mezza, l’artista romano ha spiazzato e divertito il pubblico, proponendogli un ragionamento in più sulla realtà che in fondo ciascuno contribuisce a costruire.

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