Unorthodox la serie che conquista grazie alla giovane attrice Shiri Haas

Unorthodox andato in visione il 13 aprile scorso è ispirato a una storia vera, qualcosa che a volte aiuta a convincere uno spettatore o un lettore a lasciarsi trasportare.

Netflix, ha acquistato i diritti di Unorthodox: The Scandalous Rejection of My Hasidic Roots, autobiografia di Deborah Feldman del 2012. Nata nel 1986, questa donna è stata cresciuta dai nonni a Brooklyn, negli Stati Uniti, nella comunità chassidica Stamar di Williamsburg, espressione di un movimento di rinnovamento religioso fondato nel XVIII secolo nell’Europa orientale.
Per coloro che non conoscono molto il chassidismo, è una corrente ultra ortodossa che segue due tendenze: la gioiosa comunione con Dio attraverso il canto e la danza e il rifiuto della modernità. È proprio a causa di questo rifiuto della modernità, caratterizzato in particolare da una vita quasi nel vuoto di un limbo, che la madre di Deborah Feldman ha deciso di lasciare sua figlia e suo marito per rifugiarsi a Berlino e vivere un’esistenza “normale”.

Shiri Haas crea sullo schermo un’interpretazione che è allo stesso tempo dolce, avvincente, commovente e forte. Perché ci voleva forza, mentale e fisica, per l’attrice che interpreta una donna in fuga che cerca di riprendere in mano il suo destino.

Netflix, che ha scelto di girare la serie in yiddish e inglese (si deve vedere almeno in parte in lingua originale con i sottotitoli), è stata in grado di esprimere un romanticismo che non stona con questa storia drammatica, con religione, musica e altruismo come filo conduttore. Il finale, toccante, trasforma definitivamente Unorthodox nel titolo più affascinante su Netflix in questo momento.

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