Ritorno a scuola a Viterbo nell’era Covid, regole indispensabili e il ritrovarsi

di Giulia Benedetti

Suona la campanella, e per migliaia di studenti di Viterbo è ora di ritornare sui banchi, ovviamente distanziati. Nuovo anno, nuove classi e molte nuove regole adottate per prevenire la diffusione della pandemia di Covid-19.

“La scuola è innanzitutto fatta di relazioni, incontri e presenze. Dopo sette mesi di blocco, con tutte le problematiche che conosciamo, questo giorno va vissuto come, oserei dire, un giorno da festeggiare” commenta Luca Damiani, dirigente scolastico  dell’ITT Leonardo Da Vinci e reggente del Liceo Ruffini. Centinaia erano gli studenti in attesa di entrare a scuola, molti non adeguatamente distanziati.

“Per tutta l’estate abbiamo lavorato per predisporre la scuola alla nuova realtà, apportando operazioni di adeguamento ad aule, laboratori e percorsi. Dai prossimi giorni, gli alunni potranno entrare nell’edificio man a mano che arrivano, per cui ci sarà un movimento più fluido, evitando assembramenti.”

Gli sforzi e le energie impiegate per mantenere il controllo della situazione è tangibile e attraversa ogni genere d’istituto, dalle scuole primarie alle superiori. In alcuni casi, si arriva a far entrare gli alunni, anche i più piccoli, verso le 10.00 o le 11.00, non senza prima averli igienizzati e controllati all’ingresso. A genitori ed esterni, ovviamente, non è assolutamente permesso entrare, possono al massimo accompagnare i figli all’ingresso, evitando di sostarvici.

Dentro le classi i banchi sono distanziati, si stabiliscono turni per andare in bagno e, in alcuni casi, è fatto anche divieto di scambiarsi le penne, come ci ha raccontato un’alunna del J.J. Rousseau. Per non parlare dell’ora di ginnastica, in cui le palestre devono essere igienizzate dopo ogni utilizzo.

Regole indispensabili, rigide, ma che a volte suscitano qualche polemica.

“Perché dobbiamo entrare a gruppi e in orari differenti, se poi usciremo tutti alla stessa ora?” chiede una studentessa del liceo Ruffini.

“La scuola ha predisposto un protocollo molto rigido, ed è bene fare il nostro dovere. Ma il problema non è questo, è al di fuori delle scuole: sui mezzi e nei luoghi pubblici. Il covid si prende fuori.” Ci dice un docente del Liceo Buratti.

È innegabile e lecito che serpeggi qualche perplessità, ma bisogna tenere bene a mente che le porte degli istituti scolastici si sono aperte solo da ventiquattro ore. È quindi necessario aspettare e provare ad adattarsi prima di poter trarre delle conclusioni più esaustive.

La redazione di TusciaUp augura a tutti gli studenti  un buon inizio di anno scolastico, affrontando  le sfide della vita e  come diceva Louis Pasteur, “La Fortuna favorisce solo una mente preparata”.

 

 

COMMENTA SU FACEBOOK

CONDIVIDI