Riccardo: “Per me il virus è come il moscerino, invisibile entra dappertutto”

Ci ha scritto Riccardo usando la mano della propria mamma:

Faccio il secondo anno di asilo e sto imparando le vocali, insieme a babbo e mamma provo a unire le lettere e a comporre le parole. La maestra nel gruppo di whatsapp ci dà i compiti ogni giorno, li divido tra mattina e pomeriggio, di solito come potete vedere dalla foto la mattina faccio i disegni e  gli arcobaleni. Poi la mamma completa l ‘#hastag.

Per me il vurus è come un moscerino che quando esce te lo trovi dappertutto sembra invisibile ma è tanto fastidioso, una volta è riuscito ad entrarmi nell’occhio come fa pure il coronavuris. Spero che gli scienziati trovino la medicina per curarci e il vaccino per ucciderlo. Durante la giornata scendo con il babbo nel cortile facciamo i giri del caseggiato contando i passi, e ogni giorno nei facciamo qualcuno in più. Senza allontanarci troppo. Anche se è la stessa cosa tutti i giorni, stare insieme al babbo per me è una novità, lui quando non c’era il coronavirus rientrava sempre tardi e non potevamo fare questo insieme. E allora anche se non posso correre sono contento e non mi annoio.

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