Remigrazione, la riflessione del Tavolo per la Pace sul diritto di emigrare o di restare nel proprio Paese

'Les Voyageurs' opera di Bruno Catalano a Marsiglia, Francia

Il Tavolo per la Pace di Viterbo, di fronte al permanere in piazzale Gramsci dello striscione con la scritta «Remigrazione», fa proprie le considerazioni e le richieste espresse nella lettera che il responsabile del Centro di ricerca per la pace Peppe Sini ha inviato alla sindaca e al Prefetto di Viterbo.

Per il Tavolo per la Pace, l’impegno per la pace e i diritti umani, come sancito dall’articolo 2.1 del proprio Regolamento/Statuto, “si estrinseca nell’ampiezza e nella pienezza dell’azione in difesa della vita, della dignità e dei diritti di tutti gli esseri umani, nel riconoscimento che tutti gli esseri umani appartengono alla medesima umanità”.

Il diritto di emigrare o di restare nel proprio Paese, il diritto d’asilo, nonché i principi di solidarietà e di accoglienza, sono valori sanciti dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e dalla Costituzione italiana: pietre miliari della nostra civiltà, oggi messe in grave pericolo da chi vorrebbe sostituirle con la legge del più forte e con nazionalismi di carattere razzista, funzionali a interessi politici ed economici particolari.

Le devastazioni prodotte dalle guerre, gli scandalosi stanziamenti destinati alle spese militari che tali guerre alimentano e che ne preparano di nuove sottraggono risorse sempre più ingenti che, se investite nella creazione di posti di lavoro per cittadini italiani e stranieri, contribuirebbero ad affrontare le cause dell’emigrazione forzata di massa e permetterebbero a molte persone di continuare a vivere dignitosamente e in pace nel proprio Paese.

Il mancato intervento sulla diffusione del neologismo “Remigrazione”, che fa rima con
“deportazione”, ha presumibilmente incoraggiato, in questi giorni a Verona, l’affissione di adesivi abusivi raffiguranti un uomo e una donna occidentali che si baciano su una lavatrice, sotto la scritta: “Bianchi coi bianchi”. Tale concetto non può non ricordarci un tragico periodo storico che pensavamo superato.

Il Tavolo per la pace di Viterbo

COMMENTA SU FACEBOOK

CONDIVIDI