Pesce d’Aprile, all’Unione una grandissima Tiziana Foschi

Donatella Agostini

Palchi e platea al gran completo al Teatro dell’Unione, sabato 12 gennaio, per “Pesce d’aprile”, l’opera teatrale tratta dall’omonimo libro scritto a quattro mani dall’attore Cesare Bocci e dalla compagna Daniela Spada. Un atto unico, incalzante, un dramma che lascia filtrare le luci della speranza e del sorriso. “Pesce d’aprile” narra il triste e spietato scherzo del destino capitato a Daniela, che mamma da pochi giorni della piccola Mia, il primo aprile di diciotto anni fa viene colpita da un’embolia post partum. In un giorno qualunque, incantato e pieno di meraviglia, come quelli che seguono la nascita di un figlio desiderato e amato, una scure si abbatte sulla vita di Daniela e sulla sua famiglia: il coma e il reparto rianimazione di un ospedale, tra le bocche spalancate senza stupore degli altri pazienti e l’insensibilità di alcuni medici; il lungo cammino verso il risveglio, e il dover fare i conti con ciò che si ricorda e ciò che è irrimediabilmente perduto. Un papà confuso e triste, che deve fare anche da mamma ad un’innocente inconsapevole, e una mamma che deve tornare lentamente alla vita e da sua figlia, facendo i conti con la sua nuova disabilità. Una grandissima Tiziana Foschi è Daniela sul palco: ragazza estroversa e piena di vita prima, combattiva e fortissima dopo: straordinaria e toccante nel rendere le movenze, le espressioni, i sentimenti di una donna che si riscopre disabile. E questa nuova consapevolezza le dà forza e orgoglio per rivendicare nuovamente il suo ruolo, nella società, nella sua famiglia e nel suo rapporto con Cesare. Nel ruolo di se stesso, un commosso ed efficace Cesare Bocci, che ha accettato di mettere a nudo la propria esperienza, prima con il libro e poi con l’opera teatrale, per raccontare come si possa rovesciare una brutta favola, e riscrivere a colori su una parete desolantemente bianca. E l’abbraccio caloroso del pubblico dell’Unione a fine spettacolo, ha avvolto i due straordinari protagonisti e la vera Daniela, che da un palco ha assistito discretamente al racconto della sua vita.

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