Paola Perosillo, le Aromatiche di Bolsena: si può “ripartire” dal valore della condivisione

Di Agnese Inverni

Se l’input dato in questo momento di crisi dai nostri governanti è che il Paese ha bisogno di segnali di coraggio, speranza e di recuperare fiducia nel futuro, la signora Paola Perosillo questo lo ha capito e lo mette in pratica ormai da tanto tempo.
Le Aromatiche di Bolsena, il vivaio da lei rappresentato e gestito, da anni ha sposato la filosofia del rispetto per la natura, il territorio e le persone. Non solo attenzione verso l’ambiente dunque ma, in senso più ampio, impegno concreto e quotidiano per migliorare la società che ci circonda e di cui siamo parte.
L’azienda Le Aromatiche di Bolsena si trova sulle rive dell’omonimo lago, al confine tra Umbria e Toscana; è specializzata nella coltivazione e collezione di piante aromatiche, officinali, medicinali ed erbe spontanee, provenienti da tutto il mondo. Ad oggi vanta una collezione di oltre 350 varietà. La scelta primaria è stata quella di non effettuare una produzione destinata al commercio all’ingrosso ma di concentrarsi sul consumatore finale per garantire un prodotto di alta qualità.
A Paola abbiamo chiesto di raccontarci  più da vicino la sua esperienza…

La parte vivaistica si è andata a specializzare nel tempo sulle erbe aromatiche. Come nasce questa sua passione?
La passione per le aromatiche nasce da un’altra mia passione che è la cucina. Usando spezie in modo quotidiano ho voluto conoscere tutto di loro, come nascono, come si coltivano e i loro molteplici usi, in particolar modo freschi.

Quali specie officinali sono state selezionate per il vivaio e qual è il loro utilizzo essenziale?
L’azienda si è specializzata negli anni in erbe e piante rare e particolari. E’ per questo che oggi tutte quelle presenti in vivaio sono il frutto di una vera e propria selezione e collezione, tra l’altro in continua crescita. Possiamo oggi parlare di collezioni di aromatiche, di officinali, di tuberi, di piccoli frutti e di belli e gustosi fiori edibili.

La posizione geografico/climatica sul lago ne facilita la produzione?
La nostra è sicuramente una posizione privilegiata. Produrre sul lago permette una mitigazione delle temperature che ci consente di utilizzare una serra fredda e quindi di dare ai nostri clienti piante che non subiscono shock termico.

“Lolla Gelato” a Bolsena ne ha realizzato addirittura un gusto specifico di gelato…con quali erbe?
Verissimo, “Lolla Gelato” ha creato un meraviglioso gusto al basilico…e non solo. Sulla base di questo, verranno messi in produzione una serie di gelati salati per piatti gourmet.

Le proprietà benefiche derivanti dalla cura e dalla crescita di piante sono note da tempo; il suo vivaio le ha concretamente messe in pratica sposando progetti ed idee per il sociale. E’ solo una passione o una scelta di vita?
Il vivaio visto solo come luogo di crescita per le piante non è completo, il mio obiettivo è quello che diventi il luogo dove far crescere le persone bisognose di aiuto.

Pensa che, nelle esperienze sociali e ludiche messe a punto, si sviluppi tra i partecipanti un’interazione attiva con le piante?
Assolutamente sì, è fondamentale che i partecipanti interagiscano con le piante, in modo particolare i più piccoli. E’ proprio grazie alle piante che riescono a migliorare il rapporto tra di loro: le scoprono insieme, le iniziano a conoscere, ed è qui che inizia lo scambio di idee e di opinioni.

Passiamo sotto la lente d’ingrandimento le varie esperienze: il campo estivo “Oltre l’orto: la festa della natura”, attività di socializzazione rivolte ai più piccoli, particolarmente colpiti dalle misure di distanziamento sociale dovute all’emergenza Covid-19. Ci spieghi come è andata? Qual è stata la reazione dei bambini?
Ammetto che è stata l’esperienza che in assoluto mi ha dato più soddisfazione e, senza dubbio, la più significativa: più sono piccoli più sono disinibiti, curiosi, hanno sempre voglia di provare e di conoscere. Così facendo, i bambini crescono imparando a rispettare l’ambiente e la natura.

Le attività e il laboratorio con la Caritas diocesana di Viterbo. Un mondo più adulto e disagiato.. Cosa ne ha tratto?
Anche in questo contesto la semplicità e l’essenzialità delle nostre piante ci ha permesso di mettere tutti alla pari, facendo sparire le differenze.

Valorizzare le erbe spontanee ormai dimenticate così come le capacità e l’impegno delle persone sottoposte a restrizione della libertà. Crede che questo possa essere da stimolo per un’altra chance?
Assolutamente sì. Il riconoscimento e la raccolta delle erbe spontanee è qualcosa di “antico”. Mi auguro davvero tanto che l’esperienza con le persone coinvolte possa fargli tornare alla mente quello che le nostre nonne facevano per mantenere le famiglie, raccogliendo dalla natura ciò che di buono mettevano in tavola.

La sinergia con la cooperativa O.R.T.O. che si occupa di agricoltura sociale ha per voi il significato della condivisione: quanto questo l’ha rafforzata come imprenditrice, soprattutto in questi momenti così difficili?
L’aspetto cooperativistico è sempre stato qualcosa in cui credo fermamente. Fare rete è essenziale per valorizzare il territorio e per far crescere il proprio bagaglio di conoscenze. In questo senso, la cooperativa O.R.T.O. è stata per me fonte di crescita personale.

La normativa sull’Agricoltura Sociale sposa quel modello di agricoltura responsabile che integra produttività, rispetto dell’ambiente e attenzione alle esigenze delle persone e delle comunità. Lei ne è l’esempio tangibile. Si può fare di meglio?
Certamente si, si può continuare a crescere, ad ampliare il modello di sviluppo, per noi e per altre aziende, così da creare un insieme virtuoso di attività agricole.

Quella del vivaio Le Aromatiche di Bolsena e di Paola Perosillo è una vera e propria filosofia di vita basata sull’importanza della cooperazione e della solidarietà come unica soluzione per fronteggiare anche la più buia delle crisi.
In fondo recitava molto bene Alexis de Tocqueville ne Il Pauperismo, 1835:
Esistono due tipi di beneficenza: la prima induce ogni individuo ad alleviare, a misura delle sue possibilità, il male che trova alla sua portata. Essa è antica come il mondo… La seconda, meno istintiva, più ragionata, contraddistinta da minor passione ma spesso più efficace, induce la società civile stessa ad occuparsi delle avversità dei suoi membri e a provvedere in modo sistematico all’attenuazione delle loro sofferenze”.

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