Palazzo Gallo, la cultura come dialogo tra passato e futuro

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Credo che l’arrivo di un Conservatorio a Bagnaia rappresenti una straordinaria opportunità e non una minaccia. Portare la formazione musicale in un luogo come Palazzo Gallo significa dare nuova linfa a un bene storico e rafforzarne la vocazione culturale. La musica, infatti, non consuma i luoghi: li fa vivere, li riempie di senso e di futuro.

Comprendo le preoccupazioni di chi teme per la sede dell’Associazione: è importante sottolineare che la destinazione di Palazzo Gallo al Conservatorio non preclude ad altri di trovare spazi alternativi e adeguati, così che tutte le realtà culturali possano continuare a operare e a crescere.

Per quanto riguarda le ex scuole medie, va ricordato che si tratta di un edificio ancora in attesa di lavori di restauro: il Ministero non può vincolare l’apertura di una sede del Conservatorio a tempi che non sono sotto il suo controllo. Il rischio reale sarebbe perdere l’opportunità di portare qui una realtà culturale di livello nazionale, con benefici non solo per gli studenti, ma per l’intera comunità di Bagnaia.

Il lavoro svolto finora da chi ha animato Palazzo Gallo con iniziative culturali è prezioso e merita riconoscimento. Proprio per questo l’insediamento di un’istituzione come il Conservatorio non dovrebbe essere visto come un “cambio di rotta”, ma come un’evoluzione naturale, capace di intrecciare esperienze e di aprire Bagnaia a una dimensione più ampia, anche internazionale.

La tutela del patrimonio e la crescita culturale non sono in contrasto: possono e devono convivere. Aprirsi alla musica significa credere nel futuro e nella forza della cultura come motore di vita e di bellezza, perché dove si fa musica, si coltiva anche memoria, identità e comunità.

 

Corale Polifonica San Giovanni di Bagnaia

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