Origine dei prodotti agroalimentari, Coldiretti Lazio: “Bene la delibera della Regione, basta inganni sul falso Made in Italy”

David Granieri

“E’ un importante passo avanti e un segnale di trasparenza e tutela. Un tema che rappresenta per noi la madre di tutte le battaglie”. Così il presidente di Coldiretti Lazio, David Granieri, sulla delibera della Giunta regionale del Lazio, che impegna la Regione ad attivarsi nelle sedi europee per una revisione sull’origine doganale dei prodotti agricoli e alimentari, con l’obiettivo di legare l’indicazione dell’origine al luogo effettivo di produzione e non all’ultima trasformazione.

“Ci battiamo da sempre per l’etichettatura obbligatoria – prosegue Granieri – e l’abolizione della regola dell’origine del codice doganale, che consente l’inganno dell’ultima trasformazione sostanziale, che consente ad un prodotto che italiano non è, di diventarlo. Questo genera confusione e rappresenta un rischio per la tutela della salute dei consumatori e il futuro delle aziende agricole, che per noi rappresentano due pilastri fondamentali. Un ringraziamento al presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, alla Giunta e all’assessore all’Agricoltura, Giancarlo Righini, per la sensibilità dimostrata sul tema e per aver accolto le nostre istanze”.

La delibera regionale punta, infatti, a promuovere tutte le azioni necessarie, anche attraverso interlocuzioni con il Comitato europeo delle Regioni e con gli europarlamentari eletti nella circoscrizione, per avviare la modifica della disciplina sull’origine del codice doganale. In particolare, attraverso la revisione dell’articolo 60 del Regolamento UE, con l’obiettivo di escludere i prodotti agricoli e alimentari del suo ambito di applicazione e di prevedere, come unico criterio di individuazione dell’origine, l’indicazione del luogo di provenienza secondo quanto stabilito dal Regolamento (UE) n. 1169/2011, così da garantire trasparenza e corretta informazione ai consumatori.

Un tema questo al centro dell’assemblea di Coldiretti Lazio, che si è svolta proprio lo scorso 30 gennaio all’Auditorium Parco della Musica, dove migliaia di agricoltori si sono riuniti contro l’invasione di olio straniero proveniente da Tunisia e Paesi Extra UE. Una situazione che riguarda anche altre filiere e che aumenta il pericolo di frodi e inganni, minacciando la sopravvivenza di un settore simbolo della Dieta Mediterranea e la salute dei cittadini oltre al lavoro delle aziende agricole.

“Il consumatore ha diritto di essere informato – conclude Granieri – sulla provenienza dei prodotti che acquista. Non possiamo accettare che la sola “ultima trasformazione” diventi una scorciatoia. Difendere l’origine significa difendere qualità, lavoro, sicurezza e valore economico delle filiere”. 

 

Coldiretti Lazio

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